Sabato, 23 Maggio 2026 - 18:09 Comunicato 1527

All'Itas Forum il dibattito sulla sostenibilità, fra l'entusiasmo dei giovani e qualche timore politico
Ecco perché la sostenibilità conviene alle aziende

La sostenibilità è fondamentale. Piace ai giovani, e – soprattutto – conviene, non solo all’ambiente ma anche ai bilanci delle aziende, rendendole più attrattive e più competitive nell’export. È quanto emerso oggi durante il panel “Perché la sostenibilità è centrale”, all’Itas Forum nell’ambito del XXI Festival dell’Economia di Trento. A dibattere dell’argomento, particolarmente attuale vista la situazione geopolitica internazionale, Mauro Battocchi, direttore generale - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Cannata, componente del Collegio degli Esperti – MEF, Carlo Costa, direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero, Rita Carisano, direttore Generale - Università Luiss Guido Carli, Enrico Giovannini, direttore scientifico – AsviS e Alessandra Cantù, responsabile sustainability FiberCop.
Perché la sostenibilità è centrale Nella foto: Rita Carisano; Carlo Costa; Enrico Giovannini; Alessandra Cantù; Cheo Condina; Maria Cannata; Mauro Battocchi [ Nicola Eccher - Archivio Ufficio Stampa PAT]

I dati secondo il Direttore scientifico – AsviS Enrico Giovannini mostrano chiaramente che per le imprese italiane la sostenibilità “è un vantaggio.  Le manifatturiere con più di 10 addetti che fra il 2016 e il 2018 hanno investito in sostenibilità con un altro profilo di sostenibilità nel triennio successivo – ha spiegato - hanno realizzato il 16 per cento in più di valore aggiunto”. Quindi la sostenibilità non è un costo e ha pure un ritorno breve. “I dati Unioncamere, mostrano che, pur con differenze fra i settori, le imprese ad alto profilo ESG – ha continuato -  hanno avuto fra il 2017 e il 2024,  un aumento del valore aggiunto del 65%, le altre del 55%, l’occupazione è cresciuta e gli investimenti sono esplosi”. E ora anche Paesi come Cina, India e Pakistan si stanno muovendo in questa direzione. Ma la questione non è chiusa. Per Giovannini il problema è la “contraddizione di messaggi” che disorientano le imprese e anche le pubbliche amministrazioni in fase di appalti. Secondo l’ex ministro serve “un approccio olistico”, poiché siamo “drammaticamente inchiodati a categorie vecchie”, che separano l’economia dall’ambiente come se fossero dimensioni scisse. Ha infatti chiesto, provocatoriamente, se non sono forse anche un costo le conseguenze dell’inquinamento. Idea condivisa da Maria Cannata, componente del Collegio degli Esperti – MEF, che ha sottolineato come “esistano Regioni che contrastano ad esempio ancora l’eolico offshore  o i pannelli solari in agricoltura. Ci si appella ai costi ma chiediamoci quanto ci sta costando correre ai ripari contro il dissesto idrogeologico per eventi estremi”.  Anche i mercati continuano a ribadire che la sostenibilità  è la giusta direzione. “La situazione geopolitica – ha proseguito - non ha prodotto un calo di interesse per strumenti come i green bond, anzi. I grandi investitori istituzionali continuano a prediligere gli strumenti sostenibili”.

Il direttore tecnico generale di Autostrada del Brennero Carlo Costa ha ricondotto il tema al comparto della mobilità sottolineando però l’importanza di una azione regolatoria comune nell’interesse collettivo capace di colmare “dissimetrie altrimenti inevitabili”. L’ingegner Costa ha sottolineato come oggettivamente India e Pakistan stiano facendo passi in avanti importanti nel settore delle rinnovabili, ma senza buona parte di vincoli e regole vigenti in Europa. Costa ha quindi ricordato la specialità dell’A22, un’arteria gestita da una società a partecipazione pubblica dove i Soci sono per la maggior parte gli Enti locali dei territori attraversati. Una specialità che ha consentito di unire l’attenzione per lo sviluppo economico dei territori – “ancora oggi oltre il 10 per cento dell’import export italiano passa dal Brennero” ha precisato Costa – a quello per l’ambiente circostante. Anche perché la finitezza dei combustibili fossili non è un’opinione ma un dato oggettivo e quindi la transizione ecologica “un atto dovuto. Di qui il nostro straordinario impegno su più fronti: dall’idrogeno, in cui abbiamo iniziato a investire ancora nel 2014 aprendo il primo stabilimento italiano di produzione e distribuzione di idrogeno green all’elettrico. Oggi abbiamo più di 100 colonnine per la ricarica hypercharge a un prezzo inferiore a quello che si può trovare lungo le altre arterie italiane: anche l’ecologista più spinto non sceglierebbe mai di acquistare un mezzo che costa di più e per il cui rifornimento deve spendere quasi quanto quello che spenderebbe per un carburante tradizionale. Senza considerare l’investimento sulla ferrovia, per il quale accantoniamo da 30 anni importi utili a finanziare il tunnel di Base del Brennero”.

La sostenibilità è una scelta che secondo Carisano, direttore generale - Università Luiss Guido Carli chiedono anche i giovani: “I giovani – sono molto sensibili alla sostenibilità, con un approccio che oggi non è più ideologico ma molto pragmatico consapevole ed equilibrato. E con un’attenzione speciale direi alla sostenibilità sociale, all’inclusione, uguaglianza e rispetto dei diritti. Per questo mi sento abbastanza ottimista: se le future generazioni richiedono questa direzione necessariamente le pubbliche amministrazioni del futuro andranno in quel senso” .

La sostenibilità fa infine bene anche all’export. Lo ha illustrato Mauro Battocchi, direttore generale Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “La Farnesina – ha spiegato – è sempre più anche la casa dell’export e sempre di più una delle leve fondamentali per promuovere l’export è la sostenibilità”. Per un’azienda essere sostenibile anche in termini sociali significa “maggior accesso agli investimenti esteri e minori rischi in termini  regolatori e maggior attrattiva per i talenti”. Ha quindi ricordato realtà eccellenti italiane nel comparto e nell’economia circolare: basti pensare che “in questa difficile fase geopolitica 4 dei 10 progetti europei sul riciclo minerali critici provengono dall’Italia”. Ha quindi citato il fondo 394 gestito con Simest  che fornisce finanziamenti agevolati con fondo perduto, che oggi vanta un plafond di 800 milioni.  

Alessandra Cantù, responsabile sustainability FiberCop ha portato un esempio concreto di sostenibilità vincente. “Siamo una vera autostrada digitale – ha affermato - che collega persone territori e imprese con una grandissima attenzione alla sostenibilità. Abbiamo 28 milioni di chilometri di fibra posata, quindi 700 volte la circonferenza della Terra. Abbiamo più di 10mila centrali, più di 7milioni di pali, 3 milioni di fibra aerea. E già oggi le rinnovabili coprono il 65% dei nostri consumi netti". L’ultimo passo per ridurre ancora le emissioni sarà quello di ”lavorare ulteriormente sull’elettrificazione della flotta e sui nostri consumi elettrici finali. Già un gran lavoro lo abbiamo condotto sulla value chain, perché i nostri clienti sono molto sensibili al tema, lo sforzo maggiore che ci attende ora è sulla supply chain”.

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