Lunedì, 12 Ottobre 2026 - 16:24 Comunicato 3039

Questa mattina l'evento di kick-off del progetto che vede capofila la nostra Provincia
Rischio alluvionale: dal Trentino parte il progetto Arge Alp con al centro la consapevolezza della popolazione

Condividere i criteri di comunicazione tra tutti i territori di Arge Alp per sensibilizzare la popolazione sui comportamenti in contesti di rischio alluvionale, confrontare buone pratiche e sviluppare strategie comunicative in grado di innescare comportamenti di autoprotezione: sono questi gli obiettivi del progetto Arge Alp che ha per capofila la Provincia autonoma di Trento e che ha visto oggi il momento iniziale. Si è svolta infatti una prima riunione operativa online a cui hanno preso parte i referenti di Lombardia, Tirolo, Salisburgo, Canton Ticino e Alto Adige e naturalmente del Trentino, con i coordinatori del Servizio bacini montani PAT, tra i quali il dirigente del Servizio Lorenzo Malpaga e il direttore dell'Ufficio Adige studi e pianificazione Ruggero Valentinotti. Ha portato un saluto iniziale il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, Foreste e Fauna PAT Stefano Fait, che ha rilevato il rischio di non riuscire sempre a comunicare in modo efficace: "Oggi diamo ufficialmente il via a un'iniziativa fondamentale per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali. Il nostro obiettivo si articola su tre filoni chiave: il primo è l'autotutela come prima forma di difesa: in Trentino la Protezione Civile conta 13.000 operatori, ma sarebbe straordinario se tutti i 550.000 abitanti si sentissero parte attiva della sicurezza del territorio. Il secondo punto è l'adozione di un linguaggio comune e condiviso a livello transfrontaliero su tutto l'arco alpino, come sta avvenendo per i bollettini meteo e quelli valanghe tra i territori dell'Euregio. Infine, dobbiamo promuovere una frequentazione compatibile della montagna: questo richiede anche un’analisi critica sul sistema delle allerte meteorologiche, che rischiano di diventare troppo frequenti, perdendo la loro reale efficacia persuasiva. Dobbiamo restituire ai cittadini la consapevolezza nel vivere il proprio territorio".
Studio Rensi, Cittadini affacciati al fiume dal lungadige, 4 novembre 1966 [ Foto AFSP, archivio Studio Rensi]

Oltre alle regioni partecipanti già citate, il progetto che prende le mosse dall’esperienza maturata dal Dipartimento protezione civile nell’ambito del progetto LIFE “FRANCA” per l’anticipazione e la comunicazione dei rischi alluvionali, ha per sostenitori anche il Cantone dei Grigioni, la Baviera e il Vorarlberg e si svilupperà nel corso di tutto il prossimo anno con la finalità centrale di accrescere la consapevolezza della popolazione, fornendo gli strumenti necessari per riconoscere tempestivamente le specifiche situazioni ambientali che preannunciano il manifestarsi di fenomeni alluvionali ed in particolare quelli a rapido sviluppo. L’idea alla base del progetto nasce dalla consapevolezza che le sole opere di difesa – ad esempio argini, briglie, paravalanghe – non possono azzerare i rischi idrogeologici. La tecnologia e le infrastrutture, infatti, non sono sufficienti per garantire la sicurezza quando comportamenti individuali a rischio possono produrre conseguenze anche gravi. Diventa quindi fondamentale investire in una comunicazione chiara e condivisa, che aiuti i cittadini a comprendere i rischi e a reagire in modo responsabile nelle situazioni di emergenza. L'iniziativa risponde a più priorità strategiche: gestione dei rischi naturali, integrazione degli interventi strutturali con quelli di tipo non strutturale, che mirano in particolare a una gestione del territorio maggiormente sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico. A titolo di esempio, è stato citata la necessità di un uso più consapevole della “mobilità leggera” costituita dalla rete delle piste ciclopedonali, che spesso corrono lungo gli argini dei fiumi e attraversano impluvi potenzialmente soggetti a fenomeni di colata di detriti.
Il cronoprogramma prevede, dopo il kick-off di oggi, alcune attività già schedulate, come un'indagine condotta con il supporto degli stakeholders locali che culminerà con un primo workshop a Trento il 19 novembre prossimo, a cui prenderanno parte rappresentanti dei Comuni, tecnici provinciali dei vari ambiti coinvolti (previsioni meteo, idrogeologico, difesa del suolo, turismo, Protezione civile), operatori e volontari. Vi saranno inoltre le voci provenienti dai territori, che contribuiranno al confronto portando la loro esperienza, fra i quali amministratori locali, gestori di piste ciclabili e di impianti di risalita, referenti delle associazioni, delle Apt, dei Parchi naturali, rifugisti, albergatori. Analoghi incontri avverranno su tutti i territori coinvolti nel progetto, mentre per l'autunno prossimo è previsto un workshop finale, organizzato a Trento a ottobre 2027, durante la settimana della Protezione Civile, nel quale avverrà la restituzione dei risultati e la condivisione della strategia con tutte le Regioni Arge Alp. Sulla base delle "buone pratiche" che emergeranno nel corso dei workshop, infatti, questo processo culminerà nella redazione di un manuale operativo (in italiano e tedesco) che proporrà soluzioni concrete — come segnaletica specifica, infografiche o l'uso di materiali differenziati — con un'attenzione particolare anche alla comunicazione rivolta alle scuole. 

Arge Alp è una Comunità di lavoro fondata il 12 ottobre 1972 a Mösern, in Tirolo, con l’obiettivo di affrontare e sostenere esigenze comuni ai territori alpini e che interessa circa 26 milioni di persone. Sono membri di Arge Alp la Germania con il Libero Stato di Baviera, l'Austria con i Länder Vorarlberg, Tirolo e Salisburgo, l'Italia con le Province autonome di Bolzano e di Trento e la Regione Lombardia, la Svizzera con i Cantoni Grigioni, San Gallo e Ticino.

(sil.me)


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