Nel corso del pomeriggio verranno illustrati il restauro architettonico e gli sviluppi didattici del manufatto, lasciando spazio ad approfondimenti dedicati all'apicoltura locale e agli studi storici e linguistici curati dall'Istituto. L' incontro culminerà in un momento di confronto con tavoli di lavoro aperti a cittadini, apicoltori e appassionati, pensati per raccogliere storie, testimonianze e idee con cui programmare le future iniziative e valorizzare appieno questo nuovo bene comune.
L’apiario è un unicum e un vero e proprio gioiello per la Majon di Fascegn. Si tratta di un elemento etnografico di straordinario valore che narra una storia profonda fatta di vita, migrazione e ritorno in valle, raccontando il lavoro stagionale e un viscerale legame con la tradizione alpina. Con questo progetto, la Val di Fassa torna a far sentire forte la propria voce su un argomento che oggi più che mai risulta fondamentale per l’ecosistema a livello mondiale. La storia e la ricerca scientifica portate avanti dall'Istituto devono essere della comunità e non semplicemente per la comunità, affinché la popolazione locale possa sentirsi davvero protagonista del proprio patrimonio culturale e naturale.
In questa visione, la coprogettazione con il territorio rappresenta un valore aggiunto etico e fondamentale per rispettare le aspettative e il diritto della comunità a partecipare attivamente al nuovo racconto della propria storia e della propria cultura. Realizzato nei prati adiacenti alla sede dell’Istituto e del Museo Ladino di Fassa, il Giardino delle api ospiterà un percorso didattico e botanico arricchito da essenze locali e coltivazioni tradizionali, recuperando una pratica storica centrale per l’economia contadina della valle e trasformandola in un laboratorio multidisciplinare vivo.
Come sottolinea la Direttrice dell'Istituto Culturale Ladino, Sabrina Rasom: "Questo progetto non si limita alla pura ricostruzione storica e alla conservazione di un bene etnografico. Tracciare e ricostruire la nostra storia e la nostra identità ha senso solo se sappiamo portarla avanti con profondo rispetto per l’ambiente e l’ecosistema. Il Giardino delle api incarna la visione di un museo moderno: un luogo dove la cultura e la lingua ladina dialogano con la sostenibilità ambientale, dimostrando come identità, lingua e cultura ladina, slow tourism, economia locale e patrimonio antropologico possano armonizzarsi perfettamente".
L’intervento è stato sviluppato nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe DIGICHer, di cui l’Istituto Culturale Ladino è partner attivo. In linea con le sue finalità, l'Istituto ha recepito i principi CARE (Collective Benefit, Authority to Control, Responsibility, Ethics) inerenti alla valorizzazione partecipata del Patrimonio. Si tratta di un approccio orientato a un coinvolgimento consapevole ed etico delle diverse realtà territoriali – dalla sfera economica e culturale a quella linguistica e sociale – per fare della comunità la vera custode e protagonista della propria eredità storica e culturale.
(Sa.Ras)




