Già a partire dal pomeriggio i due fondatori de Le Lingue Morte hanno raccontato le proprie esperienze ai giovani, che si sono messi in gioco in prima persona, lavorando assieme su brani del vasto repertorio della storica band e scoprendo come sono nati alcuni dei loro pezzi più conosciuti. Durante il workshop, i partecipanti hanno anche avuto l’opportunità unica di concretizzare il lavoro in due nuovi brani che sono stati presentati sul palco la sera stessa.
Dopo un momento conviviale, che ha creato un bel clima di amicizia e complicità, la giornata è culminata nell’evento serale aperto al pubblico: “Na ciacerada con Le Lingue Morte”. Come annuncia il titolo, non un semplice concerto, ma un viaggio tra parole e musica, per ripercorrere la storia di un gruppo nato quarantasei anni fa un po’ per gioco e per provocazione, ma ancora capace di rinnovarsi e di proporre una propria visione ironica e originale della società fassana contemporanea, con uno sguardo in equilibrio tra un po’ di nostalgia verso il passato e un frizzante slancio verso il futuro. Ma, soprattutto, l’evento ha mostrato una band ancora capace di coinvolgere musicisti di tutte le età e di catturare il pubblico, tra riflessioni e risate, come accade in una serata tra amici.
Nella sua presentazione, Armando Rebaudo ha espresso tutta la sua soddisfazione dichiarando: “Non mi sembra vero che, nei primi 5 minuti di presentazione ufficiale qui all’Istituto, siano state nominate Le Lingue Morte: sono già contento così. Mi è piaciuto molto lavorare con questi ragazzi e creare dei nuovi brani insieme, perché l’essenza delle Lingue Morte è proprio sperimentare e improvvisare”.
Le Lingue Morte è un gruppo di musica sperimentale, alternativa e rivoluzionaria, nato all’inizio degli anni Ottanta da Armando Rebaudo e Mario Färber, con diverse collaborazioni esterne nel tempo. I due musicisti, emigrati in Germania, hanno fondato questo gruppo ladino che utilizza strumenti musicali diversi in chiave innovativa per raccontare e a volte denunciare, attraverso parole semplici ma pungenti, la società e la vita in val di Fassa e a Moena. Si tratta di una band ancora viva dopo tanti anni, seguita da giovani fassani appassionati di musica. L'evento è stato organizzato con la partecipazione finanziaria della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.




