Studiosi e giovani ricercatori da tutta Italia si sono confrontati con l'obiettivo di fare il punto sulla geografia linguistica e sulla dialettologia, esplorando la complessa variazione che caratterizza le diverse realtà locali del nostro Paese. Durante l'incontro, i relatori hanno ridefinito i quadri teorici e metodologici dello studio odierno dei dialetti, dedicando ampio spazio all'impatto dei media e del digitale. È stato infatti approfondito l'effetto delle nuove tecnologie sulle lingue di minor diffusione, analizzando la loro presenza sempre più viva sui social network e nelle nuove pratiche online.
Accanto alla teoria e all'innovazione digitale, il dibattito ha affrontato temi di forte attualità legati alle politiche linguistiche e alla tutela istituzionale, proponendo strategie concrete per il mondo dell'educazione. In questo contesto, sono state presentate proposte innovative per la didattica delle lingue minoritarie, percorsi di inclusione plurilingue e nuovi modelli di certificazione linguistica. Il quadro si è infine completato grazie a una serie di studi empirici incentrati sul campo, che hanno fatto luce sulle dinamiche di contatto tra i codici linguistici, sulla resilienza delle comunità parlanti e sulle azioni necessarie per la rivitalizzazione di questo prezioso patrimonio culturale.
Nel corso della sessione pomeridiana, dedicata alle nuove prospettive di ricerca per le minoranze germanofone, Patrizia Cordin dell’Università di Trento, già delegata del Rettore alle iniziative in materia di minoranze linguistiche, ha illustrato gli esiti della ricerca CLaM 2021 , una vasta inchiesta sociolinguistica sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento con l’intento di fotografare la situazione delle lingue di minoranza cimbra, mòchena e ladina sul territorio della regione Trentino-Alto Adige e del Veneto, al fine di programmare interventi di politica linguistica mirati.




