La progettazione e la realizzazione dell’intervento hanno richiesto di affrontare condizioni particolarmente complesse, a partire dalla necessità di ripensare integralmente il tratto finale del rio Costalunga e di realizzare una nuova confluenza nell’Avisio, dotando il corso d’acqua di sezioni idrauliche in grado di contenere portate analoghe o superiori a quelle registrate durante l’evento del 2018. A rendere ancora più delicata l’opera è stata la necessità di intervenire in un contesto fortemente urbanizzato, con l’esigenza di conciliare imlavori con la forte vocazione turistica di Moena. Nelle stagioni estive, infatti, l’intensità delle attività di cantiere è stata significativamente ridotta per limitare l’impatto sul paese e sulle sue principali attività economiche, secondo le richieste dell’Amministrazione comunale al Servizio Bacini montani.
È inoltre opportuno sottolineare che si è trattato di una pluralità di interventi coordinati. Al cantiere provinciale del Servizio Bacini montani si sono infatti affiancati i cantieri comunali per il rifacimento dei ponti del Lescio e del Cavalletto. Entrambe le infrastrutture sono oggi dotate di sistemi di sollevamento mediante martinetti, una soluzione tecnica che consente di migliorare la gestione delle portate in transito nei punti di attraversamento e che testimonia il livello di complessità raggiunto dal progetto nelle sue diverse fasi realizzative.
Per quanto riguarda infine l’ambiente acquatico, l’intervento è stato promosso nel pieno rispetto delle norme in materia di tutela della fauna ittica. La natura stessa degli interventi in alveo e la loro localizzazione non consentono tuttavia di escludere in modo assoluto ogni possibile impatto. Proprio per questo, durante tutte le fasi di cantiere sono state adottate numerose misure preventive per evitare o ridurre significativamente l’intorbidamento delle acque e limitare le interferenze con l’ecosistema fluviale.




