Mercoledì, 18 Dicembre 2019 - 13:56 Comunicato 3272

Patascoss – Nambino, il primo sentiero completamente accessibile in Val Rendena

Grazie ad un accordo tra Parco Naturale Adamello Brenta, Comune di Pinzolo e Provincia autonoma di Trento, il sentiero che congiunge le due famose località di Madonna di Campiglio sarà presto sbarrierato.

L’incantevole anfiteatro naturale che circonda il Lago Nambino diventerà presto una meraviglia accessibile a tutti.
Quasi in contemporanea, lunedì sera il Comitato di gestione del Parco Naturale Adamello Brenta a Strembo e il Consiglio comunale di Pinzolo a Madonna di Campiglio hanno approvato la realizzazione di un’opera particolarmente sentita per l’offerta, sociale prima che turistica, della Val Rendena: lo sbarrieramento del sentiero Patascoss-Nambino. Si tratta di un’idea lanciata due anni fa che trova ora un impegno formale da parte di un nutrito gruppo di enti locali. L'opera infatti sarà co-finanziata da Provincia e Comune, progettata dal Parco e valorizzata da Anffas Tione e Accademia della Montagna.

Il sentiero Patascoss-Nambino, che si sviluppa pianeggiante per 1,8 km nel bosco, congiunge in circa 45 minuti a piedi due località molto conosciute di Madonna di Campiglio ed attira un’intensa frequentazione grazie alla facilità di percorrenza.

Proprio per queste caratteristiche, la proposta di sbarrieramento, che è arrivata al Comune di Pinzolo da parte di Anffas Tione nel settembre 2017, è parsa fattibile ed è stata accolta favorevolmente.
“Tra le forti passioni dei nostri ragazzi – racconta Claudia Morelli, genitore responsabile di Anffas Tione - vi è quella di vivere il territorio, e con esso le nostre montagne. Da qui è partita l’iniziativa di chiedere all’amministrazione comunale di Pinzolo, di cui già apprezzavamo la non comune sensibilità al tema della disabilità, la realizzazione di un progetto di sbarrieramento di un sentiero di montagna, per renderlo fruibile anche a tutti coloro che hanno difficoltà, motorie o intellettive. Patascoss-Nambino ci sembrava adatto alle nostre esigenze anche per la presenza di comodo parcheggio e di strutture ricettive all’andata e al ritorno. Abbiamo quindi affidato ad una lettera, inviata all’assessore Luca Vidi, sogni e speranze che sono state subito ascoltate.”.

“Abbiamo sposato pienamente l’idea e l’abbiamo condivisa con il Parco, con la Provincia autonoma di Trento e con gli Amici dei Sentieri di Campiglio”, prosegue nel racconto Luca Vidi, assessore all’ambiente del comune di Pinzolo. “Il Parco si è preso l’incarico di redigere un progetto preliminare e, superate le perplessità che un’alterazione di questo genere inevitabilmente suscita, siamo riusciti a trovare le soluzioni alle criticità guardando all’obiettivo della migliore accessibilità. Crediamo, infatti, che una località turistica come Madonna di Campiglio debba avere tra le sue offerte anche una tipologia di sentiero che permetta a chiunque di godere del magnifico contesto naturale. Sono personalmente molto contento perché gli enti coinvolti sono stati mossi da grande entusiasmo.”.

Si tratterebbe del primo sentiero di montagna completamente sbarrierato in Val Rendena, anche se per il Parco non è la prima esperienza in questo senso. “Dopo i riscontri più che positivi di Nudole in Val di Daone, del lungolago di Tovel e del tratto tra ponte verde e le Cascate Nardis – chiarisce Joseph Masè, presidente del Parco – ci sembra ora assolutamente legittima la richiesta di poter offrire a tutti l’opportunità di raggiungere le meraviglie di Nambino.”.

Tra l’altro, l’intervento va incontro ad una esigenza sociale crescente, come conferma Iva Berasi, presidente di Accademia della Montagna. Grazie al consolidato progetto Montagna Accessibile, Accademia è stata coinvolta per gli utili accorgimenti che può suggerire sul tema. “L’attenzione verso la montagna accessibile sta crescendo – spiega Berasi - e questo nuovo sentiero ne è una dimostrazione eccellente perché intende portare la persona con disabilità ai piedi della Presanella, cosa prima impensabile. L’investimento va nell’ottica di un parco accessibile che è una delle migliori espressioni di sostenibilità, in cui si riesce a favorire il diritto alla bellezza senza stravolgere il territorio. Bisogna considerare poi che sempre più persone con disabilità cercano la vacanza attiva. In Europa si contano 50 milioni di persone con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive, in Italia se ne contano 4 milioni. Di queste, il 60%, soprattutto giovani, cerca una vacanza attiva e le famiglie affermano che il contatto con la natura all’aria aperta migliori notevolmente la loro qualità della vita.”. 

La spesa quantificata per l’intervento è di 250.000 euro. Secondo l’accordo di programma condiviso da Parco, Comune e Provincia, la cifra sarà coperta per 150.000 euro dalla Provincia e per 100.000 euro dal Comune. Al Parco spetterà la progettazione definitiva del sentiero che dovrà mantenere il più possibile la sua naturalità con le dovute garanzie di sicurezza, secondo i parametri richiesti dalla certificazione OPEN. Realizzazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza saranno affidati al servizio provinciale Sostegno occupazionale e per la Valorizzazione ambientale. I lavori dovrebbero iniziare in primavera, appena il meteo lo permetterà. 

Una volta realizzate le opere, il sentiero sarà percorribile e suggerito non solo ai disabili ma anche alle famiglie con passeggini, ad anziani e a persone con difficoltà deambulatorie in generale. Sarà invece impraticabile per biciclette e mezzi motorizzati.

(cg)


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