L’assessore, presente in rappresentanza della Giunta provinciale insieme ad autorità, esponenti delle istituzioni e delle associazioni trentine e venete, sindaci e amministratori locali, ha evidenziato il valore dell’esperienza del Trentino e della sua storia di dialogo. Ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti, ogni anno, contribuiscono a mantenere viva la memoria e il monito legato ai fatti di Malga Zonta, “a testimonianza di come libertà e pace non siano conquiste scontate, ma che richiedono l’impegno di ciascuno e, in particolare, delle nuove generazioni”, ha aggiunto.
Proprio i giovani, ha sottolineato l’assessore, sono i veri protagonisti di questo cammino, “in cui siamo chiamati in causa prima di tutto come Autonomia, con l’obiettivo di far crescere una comunità fondata sulla partecipazione, sulle relazioni e sulla capacità di affrontare insieme le sfide più complesse, senza lasciare indietro nessuno”.
“Pace, rispetto, solidarietà, sviluppo – ha concluso Marchiori – sono ideali che ci parlano ancora oggi dai prati di Malga Zonta, teatro un tempo di fatti di sangue e oggi luogo di bellezza naturale e di incontro, e che ci indicano la strada per crescere assieme”.
Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, parlamentari e consiglieri provinciali, il sindaco di Folgaria Michael Rech e l’assessore del Comune di Schio Marco Gianesini, che hanno depositato le corone in onore ai caduti, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, i rappresentanti della Provincia di Vicenza, delle amministrazioni lagarine e venete, il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi e il presidente provinciale dell’Anpi Mario Cossali, nonché il presidente Aned-Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti Giorgio Dalle Molle e Riccardo Corradini, dell’Associazione medici di Gaza. La messa è stata officiata da don Maurizio Mazzetto.
Dal palco è stata sottolineata l’attualità del messaggio di Malga Zonta e l’esigenza di tutelare i valori di democrazia e pluralismo, rifiutando la logica di guerra. Dal sindaco di Folgaria un richiamo all’intervento di Mattarella a Sant’Anna di Stazzema: “Anche qui valgono le sue parole, anche a Malga Zonta ci sono le radici della Repubblica - così Michael Rech -. Ricordiamoci che la pace è la forma più alta della politica: non significa essere neutrali tra chi aggredisce e chi è aggredito. A 80 anni dal referendum del 1946 e all’accordo De Gasperi Gruber dobbiamo tenere presente che i conflitti non si risolvono cancellando le differenze ma riconoscendole. Repubblica e Autonomia sono patrimoni condivisi che vanno tutelati facendoli crescere”.
Mentre Cossali ha sottolineato come ricordare l’eccidio, le sue vittime e protagonisti significhi rinnovare e mantenere vivi gli ideali di chi ha messo in gioco la vita per la Repubblica, che poggia su fondamenti a rischio in un mondo in cui la democrazia non è mai definitiva, Ferrandi ha collocato i fatti tragici di Malga Zonta “in un processo storico che si è poi tradotto nella costruzione di una nuova Italia, con conseguenze molto importanti anche per il nostro territorio. Essere qui, quindi, non è solamente un’operazione rivolta al passato, ma un’occasione per guardare alle sfide e alle prospettive del futuro”.
Interviste e immagini a cura dell’Ufficio stampa
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