Venerdì, 22 Maggio 2026 - 11:12 Comunicato 1458

La sfida di AMLA contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo in Europa

“La dimensione del crimine finanziario è tra il 3-5% del Pil globale, ma di questa percentuale solamente il 2-3% viene confiscato”. Così Bruna Szego, presidente di AMLA (Authority for Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism) intervenuta in mattinata al Festival dell’Economia di Trento nel panel “Criminalità finanziaria e riciclaggio: perchè in Europa serve una svolta”.
In dialogo con la giornalista de Il Sole 24 Ore Isabella Bufacchi, la Szego ha illustrato cos’è e cosa farà AMLA, la nuova autorità dell’Ue per la lotta al riciclaggio del denaro e al finanziamento del terrorismo che ha sede a Francoforte. Ultima nata, è stata istituita sulla carta a metà 2024, quando l’intero pacchetto antiriciclaggio europeo è stato rivisto. “Ora la stiamo costruendo: stiamo assumendo persone, creando la governance e il sistema IT. Dall’altra dobbiamo iniziare ad operare, abbiamo missioni importanti da svolgere” ha aggiunto.
Bruna Szego [ Alessandro Holneider - Archivio Ufficio Stampa PAT]

“Perché ho accettato questa sfida? Perché è una sfida in se costruire un autorità, è bello perché puoi plasmarla usando gli ingredienti che tu pensi siano importanti. Inoltre la lotta al riciclaggio non è solo un problema finanziario ma sociale: un’economia sana non ha infiltrazioni di un certo genere e porta ad una maggior competitività e crescita sostenibile dell’Europa” ha proseguito. Un’avventura iniziata nel 2025 con poche persone, arrivate ora a 150: si continua a crescere ed assumere professionalità diverse per arrivare, nel 2028, con una squadra di 432 unità.

AMLA ha l’obbiettivo di coordinare la lotta contro il crimine finanziario, lavorando sul lato preventivo e lo fa usando tre leve: normativa, della supervisione e del coordinamento delle unità di informazione finanziaria dell’UE . “Attualmente le norme sono nazionali, degli Stati Membri: ciò significa che in Europa abbiamo 27 risposte diverse alla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Obiettivo è averne una unica, comune a tutti” ha precisato la presidente Szego. Allo stesso modo si lavorerà per quanto concerne la vigilanza nel settore privato, che attualmente viene svolta con metodi e strumenti differenti, non è uniforme e ugualmente robusta, favorendo di fatto la criminalità che può sfruttare a proprio favore queste diversità.

AMLA dal 2028 avrà la supervisione diretta sulle più importanti 40 istituzioni finanziarie europee. A questa si aggiunge l’attività indiretta, che si occuperà di indirizzare l’attività di vigilanza nazionale, definendone i metodi con cui operare, analizzandone i rischi e verificando l’efficacia con cui le autorità di vigilanza nazionale stanno svolgendo il loro compito e con quale effetto.

Oltre alle 40 banche, verrà vigilato anche il settore privato, le istituzioni non finanziarie: avvocati, notai, agenti immobiliari, commercianti d’arte, venditori di auto di lusso e natanti, casinò, commercio d’oro e club calcistici. “Abbiamo allargato i soggetti a cui si chiede di contribuire alla lotta al crimine finanziario. Si tratta di soggetti numerosissimi e molto diversificati, spesso non preparati in questo campo a differenza della criminalità finanziaria, che ora si avvale anche dell’IA e di metodi di occultamento sempre più sofisticati” ha concluso Szego.

(M.C.)


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