“Perché ho accettato questa sfida? Perché è una sfida in se costruire un autorità, è bello perché puoi plasmarla usando gli ingredienti che tu pensi siano importanti. Inoltre la lotta al riciclaggio non è solo un problema finanziario ma sociale: un’economia sana non ha infiltrazioni di un certo genere e porta ad una maggior competitività e crescita sostenibile dell’Europa” ha proseguito. Un’avventura iniziata nel 2025 con poche persone, arrivate ora a 150: si continua a crescere ed assumere professionalità diverse per arrivare, nel 2028, con una squadra di 432 unità.
AMLA ha l’obbiettivo di coordinare la lotta contro il crimine finanziario, lavorando sul lato preventivo e lo fa usando tre leve: normativa, della supervisione e del coordinamento delle unità di informazione finanziaria dell’UE . “Attualmente le norme sono nazionali, degli Stati Membri: ciò significa che in Europa abbiamo 27 risposte diverse alla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Obiettivo è averne una unica, comune a tutti” ha precisato la presidente Szego. Allo stesso modo si lavorerà per quanto concerne la vigilanza nel settore privato, che attualmente viene svolta con metodi e strumenti differenti, non è uniforme e ugualmente robusta, favorendo di fatto la criminalità che può sfruttare a proprio favore queste diversità.
AMLA dal 2028 avrà la supervisione diretta sulle più importanti 40 istituzioni finanziarie europee. A questa si aggiunge l’attività indiretta, che si occuperà di indirizzare l’attività di vigilanza nazionale, definendone i metodi con cui operare, analizzandone i rischi e verificando l’efficacia con cui le autorità di vigilanza nazionale stanno svolgendo il loro compito e con quale effetto.
Oltre alle 40 banche, verrà vigilato anche il settore privato, le istituzioni non finanziarie: avvocati, notai, agenti immobiliari, commercianti d’arte, venditori di auto di lusso e natanti, casinò, commercio d’oro e club calcistici. “Abbiamo allargato i soggetti a cui si chiede di contribuire alla lotta al crimine finanziario. Si tratta di soggetti numerosissimi e molto diversificati, spesso non preparati in questo campo a differenza della criminalità finanziaria, che ora si avvale anche dell’IA e di metodi di occultamento sempre più sofisticati” ha concluso Szego.




