Sabato, 23 Maggio 2026 - 15:22 Comunicato 1520

La musica, cultura e ricchezza per i territori

È stato il presidente di Assoconcerti Bruno Sconocchia ad aprire la tavola rotonda in Sala Depero sul ruolo della musica live nello sviluppo del turismo e nella crescita culturale sociale ed economica dei territori, portando una serie di numeri a dimostrazione che questo settore sta attraversando una fase fortunata, per crescita di spettatori e di ritorno economico. I dati riportati parlano chiaro: nel 2025 sono stati oltre 40 mila gli spettacoli di musica pop, rock e leggera in Italia, con oltre 26 milioni e 300 mila spettatori, che hanno superato nel complesso il miliardo di incassi e con percentuali annualmente in crescita. Un settore che a pieno titolo può essere chiamato industriale dunque, concetto ribadito anche dal ministro del turismo Gianmarco Mazzi, che ha evidenziato il valore importantissimo del comparto musicale. "La musica porta condivisione, affratellamento, collegialità e il mondo musicale è da sostenere con forza. Dalle fondazioni lirico-sinfoniche ai teatri, alla musica leggera, tutte queste componenti si devono trasformare in industria", ha sottolineato.
Al panel, moderato da Nicoletta Polla Mattiot, direttore HTSI, Il Sole 24 Ore, era presente anche il critico musicale Gino Castaldi, autore di "La musica è finita", dal titolo volutamente provocatorio. "Il mondo dei concerti è un baluardo, dal meravigioso rito pagano che furono all'inizio è divenuta un'industria possente e potentissima", ha detto ricordando anche la risorsa fondamentale della canzone italiana.
Il ruolo della musica live nello sviluppo del turismo e nella crescita culturale sociale ed economica dei territori Nella foto: Gianmarco Mazzi [ Daniele Paternoster - Archivio Ufficio Stampa PAT]

A ribadire l'importanza dei numeri di questo comparto dell'industria culturale Sconocchia ha poi parlato dei grandi eventi, citando per esempio i concerti di Taylor Swift a Milano e David Gilmour a Roma. Un studio dell'Università di Pisa su 23 concerti di questa portata che si sono tenuti fra la capitale e il capoluogo lombardo ha rilevato che hanno avuto una ricaduta con oltre 11 milioni di pernottamenti. I grandi eventi, infatti, portano a fronte di una spesa di un miliardo di euro, un ritorno di 4,3 miliardi, con una media di 208 euro a spettatore.

E che la musica sia volano di un turismo anche molto ricco lo ha fatto presente il ministro Mazzi, raccontando il suo recente incontro con i suoi omologhi dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, che hanno mostrato un forte interesse soprattutto verso gli eventi rappresentativi della cultura italiana e anche l'importanza del turismo indiano in Italia, che vale 4 miliardi di euro. "Se l’approccio è serio e razionale, il mondo musicale è da considerarsi non solo entertaiment, ma industria", ha sottolineato Mazzi, che in apertura aveva ricordato l'importanza dell'Art Bonus come "orgoglio di imprenditori e cittadini per sostenere il nostro patrimonio materiale e immateriale" e non semplice strumento fidcale. Secondo il ministro sono soprattutto gli eventi mirati a portare valore sui territori e per questo ha citato il Lucca Summer Festival, ma anche il turismo religioso di Assisi e gli sport legati al vento valorizzati dalla città di Cagliari. "Ogni giorno mediamente in Italia ci sono 110 spettacoli, sia in giornate feriali che festive, sono eventi importanti anche per le relazioni sociali e le comunità sparse nel Paese, ma io credo negli eventi e per questo stiamo organizzando per il prossimo 22 giugno a Roma 'Vita', un'iniziativa a contrasto del disagio giovanile e con l'intento di indurre fiducia nel futuro, ma anche all'insegna di temi come longevità e buona salute", ha detto ancora il ministro, invitando Assoconcerti, Fimi e Siae, i rappresentanti dell'industria della creatività, a unirsi in modo sinergico. E tra le news, ha anche anticipato che il 27 settembre prossimo, in occasione della Giornata mondiale del turismo a Roma si terrà un evento che lega proprio i due ambiti del turismo e dell'industria, oltre alla candidatura della canzone napoletana come patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO, che punta nel 2028 a portare un milione di "turisti delle radici" nel capoluogo partenopeo.

(sil.me)


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