Giovedì, 21 Maggio 2026 - 12:18 Comunicato 1418

La guerra dei farmaci tra Usa e Cina con l'Europa che sta a guardare

Al Castello del Buonconsiglio, con la moderazione di Francesca Cerati del Sole 24 Ore, Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Pharm, e Robert Giovanni Nisticò, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, hanno delineato la difficile situazione mondiale legata ai farmaci innovativi alla luce dei problemi geopolitici ed economici di oggi.
La guerra dei farmaci Nella foto: Sergio Marullo di Condojanni; Francesca Cerati; Robert Giovanni Nisticò [ Sara Maria Perego - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Da  un lato gli Stati Uniti d’America dove si investono miliardi nella ricerca dei farmaci innovativi per contrastare l’avanzata della Cina e con la politica trumpiana del MFN Most-Favored-Nation ovvero gli Usa non vogliono pagare i medicinali più di quanto non lo faccia un altro Paese che abbia un’economia confrontabile, (quindi la maggioranza delle nazioni dell’Unione Europea) e  dall’altra un'Europa sempre in ritardo, frammentata al suo interno con una burocrazia che rende tutto più lento e poco efficiente e che potrebbe portare aziende farmaceutiche europee a trasferirsi. E’ quello che è emerso dalle parole di Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Pharm, e di Robert Giovanni Nisticò, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. 
Il blocco dello Stretto di Hormuz sta causando non solo rincari dei trasporti ma è a rischio l'approvvigionamento dei precursori petrolchimici usati per i principi attivi. L'Europa che produce farmaci dipende fortemente da Cina e India proprio per i principi attivi e per le materie  prime per il confezionamento dei medicinali. E intanto i prezzi dei farmaci salgono.
Per Nisticò l’Europa deve cambiare passo e prevedere politiche a lungo/medio termine per cercare di essere sempre più indipendente nella produzione di farmaci. Nisticò ha invitato anche ad usare meno farmaci, a fare molta più prevenzione, ad attivare un dialogo tra paziente e dottore senza affidarsi completamente all’AI (nel prossimo futuro l’Ai creerà il 60% dei nuovi farmaci innovativi) e ricordando come in Giappone il cittadino non possa assumere più di 5 medicine contemporaneamente. Secondo Marullo il mercato Usa è un punto di riferimento scientifico ed è irrinunciabile, anche se è culturalmente lontano dal nostra sistema sanitario universalistico, in Usa infatti la sanità si basa sulle assicurazioni private personali. Investono miliardi con trials clinici per trovare rimedi a malattie rare con un tasso di fallimento del 90% e con un processo che può durare anche 10 anni.

(ac)


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