Anche nell’ipotesi di un ripristino completo del transito sullo Stretto di Hormuz, ha sottolineato Terzulli, flussi energetici, catene di approvvigionamento e ordini avrebbero comunque bisogno di tempo per tornare pienamente a regime. Un segnale che invita le imprese a non attendere passivamente la normalizzazione, ma ad agire fin d’ora su due fronti paralleli.
Il primo è il presidio: mantenere il controllo sui mercati e sulle relazioni commerciali già consolidate. Il secondo è l’apertura: ampliare lo sguardo verso nuovi mercati e fonti di diversificazione. “È qui che SACE fa la differenza”, ha detto Terzulli: leggere i rischi, individuare nuove opportunità, scegliere gli strumenti giusti per proteggersi e rafforzare la competitività in uno scenario complesso.
L'incontro si è svolto davanti a un pubblico partecipe e coinvolto. Terzulli ha concluso ringraziando Confcooperative per l’invito e Celestina Dominelli per aver condiviso il momento di confronto.




