Marchiori ha quindi consegnato al presidente della Federazione Cori del Trentino, Paolo Bergamo, una scultura lignea in larice trentino, realizzata dalla falegnameria dell’Agenzia per le foreste demaniali della Provincia, mentre le incisioni sono state curate dal Servizio occupazionale e valorizzazione ambientale (SOVA).
“Con questo riconoscimento – ha aggiunto l’assessore – vogliamo ringraziare la Federazione per l’eccellenza e la dedizione con cui porta la voce e l’anima del Trentino ben oltre i confini provinciali. È proprio questa capacità di tenere insieme memoria e futuro, radici e apertura, che rende la coralità una testimonianza viva dei valori dell’Autonomia”.
Insieme all’assessore Marchiori, ha portato il saluto della comunità di Pergine Valsugana anche il primo cittadino, Marco Morelli. Presenti inoltre il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, il presidente della Comunità di Valle Valsugana e Bersntol Andrea Fontanari e alcuni consiglieri provinciali.
Il concerto ha proposto un viaggio attraverso alcune delle diverse anime della coralità trentina. I quattro cori - due maschili, uno misto e uno femminile - si sono alternati in un repertorio capace di attraversare il paesaggio e la montagna, la vita quotidiana e quella contadina, le vicende della guerra e della migrazione, fino alla dimensione spirituale. Tra i brani eseguiti “Le campane del Campanil Basso”, “Sui monti Scarpazi”, “Era nato poveretto”, “Ai preat”, “Le Dolomiti”, “Katzenau” e “La Madonina”, accanto a composizioni e interpretazioni che hanno mostrato anche la capacità dei cori di confrontarsi con linguaggi più contemporanei.
Una coralità, dunque, che non si limita a conservare un patrimonio del passato, ma continua a evolversi e a parlare al presente.
È emerso anche attraverso i “Dialoghi musicali” che hanno accompagnato la serata, con le testimonianze di Fiorella Monsorno, co-direttrice del coro della SAT, prima donna a ricoprire questo ruolo, del compositore e maestro di coro Mattia Culmone e di Luca Lazzeri Zanoni, conosciuto come “Luca Baz”, corista del Coro Genzianella di Roncogno. Tre esperienze diverse, che hanno permesso di raccontare il mondo corale nelle sue molteplici dimensioni: dalla direzione e dall’interpretazione alla composizione, fino alle nuove forme di comunicazione capaci di avvicinare alla coralità anche un pubblico giovane. La presenza di linguaggi artistici nuovi e l’attenzione a temi attuali sono del resto già parte del percorso di diverse delle formazioni protagoniste della serata.
Per l’occasione, inoltre, il foyer del teatro ha ospitato una versione “itinerante” della mostra “1946. Dal voto per la Repubblica all’Accordo di Parigi” che, come accaduto per l’installazione promossa lo scorso anno, nei prossimi mesi toccherà diverse località del Trentino.
La Federazione Cori del Trentino
Costituita nel 1963, la Federazione Cori del Trentino è nata con l’obiettivo di sostenere e incrementare l’attività corale, sia nella forma del canto popolare sia in quella della polifonia classica. La sua attività punta a conservare la tradizione consolidata del canto di montagna, favorendo al tempo stesso lo sviluppo e la crescita qualitativa dei cori a repertorio classico.
Oggi la Federazione riunisce 198 cori e circa 5.700 coristi e coriste, impegnati nella tutela e nella trasmissione di un patrimonio culturale immateriale di grande valore.
Il conferimento del titolo arriva nell’anno in cui la coralità alpina trentina celebra il proprio centenario e rappresenta il riconoscimento del ruolo che, attraverso generazioni di coristi e coriste, la Federazione e le sue associazioni svolgono nel mantenere viva una parte significativa della storia e dell’identità del Trentino.




