Dopo i saluti del presidente del Quadrato della radio Umberto de Julio, che ha posto l’accento sul necessario rapporto armonioso che deve instaurarsi tra lo sviluppo delle nuove tecnologie e la loro regolamentazione facendo riferimento anche alle più recenti iniziative di semplificazione normativa dell'Unione europea sul tema (il c.d. "Omnibus), Cristina Mirabella (Ispat) e Pietro Parente (Quadrato della Radio) hanno esposto i risultati dei focus group realizzati con le imprese e finalizzati a comprendere la percezione e lo stato reale della trasformazione digitale in quattro diverse realtà imprenditoriali: startup innovative, industria e meccanica, commercio e cooperazione, turismo e alberghiero.
Ne è emersa una richiesta di supporto non solo economico, sollecitazioni rispetto alla sburocratizzazione e snellimento dei processi pubblici, l'evidenza specie per le piccole imprese di una gestione a volte basata sull’istinto e non solo sui dati, in particolare per quanto riguarda i costi. Se le nuove tecnologie (intelligenza artificiale in primis), i dati e la sicurezza informatica sono sicuramente importanti, con le startup e l’industria che ritengono centrale l’intelligenza artificiale e vi dedicano team specializzati e budget specifici, al contrario le imprese familiari tendono a usare strumenti base e ad affidarsi più all’istinto che a una reale analisi. Infine, nelle microimprese come commercio al dettaglio, b&b e sociale mancano completamente fondi dedicati, consapevolezza e strumenti di base per gestire la digitalizzazione. In questo contesto, tra le richieste rivolte alla Provincia la creazione di un “ufficio del fare” per snellire la burocrazia, soluzioni alle criticità (es. carenza di alloggi e scuole internazionali) che frenano l’attrazione di talenti anche di profilo manageriale, la messa a terra progetti di co-innovazione e il miglioramento del trasferimento tecnologico verso le piccole imprese.
Se Paolo Casari, docente del dipartimento di ingegneria e scienza dell’informazione dell’Università di Trento ha fornito una panoramica delle attività realizzate dall’ateneo trentino, con particolare riferimento ai percorsi di studio in materia di ICT e di intelligenza artificiale, dal canto loro Paolo Traverso (Fbk) e Roberto Loro (Dedagroup) nel primo panel hanno ricordato come l’intelligenza artificiale abbia cambiato le prospettive e le sfide anche in termini di sicurezza, l’importanza di coinvolgere tutti gli attori del territorio nel cambiamento e la necessità di accorciare la filiera tra la ricerca e gli utilizzatori finali, imprese o pubbliche amministrazioni. Il tutto finalizzato a potenziare ulteriormente l'ecosistema pubblico-privato-ricerca già operante sul territorio facendo evolvere lo stesso da laboratorio sperimentale su ambiti specifici a territorio di innovazione trasversale (anche in forma di sandbox). Un concetto questo ripreso anche dai protagonisti del secondo panel, Alfredo Maglione (fondatore e amministratore delegato di Optoi e vicepresidente di Confindustria Trento), Marco Morelli (fondatore della startup Aispot) e Raffaele Alimonta (gestore del rifugio omonimo). Chiamati a dare uno sguardo al futuro, hanno spiegato, ognuno dal proprio punto di osservazione, come in Trentino le imprese devono aumentare la produttività, e in questo le nuove tecnologie possono fornire un valido aiuto, come sia necessario fare sistema tra tutti gli attori per un’innovazione concreta, oltre che continuare ad investire nella formazione, avendo a disposizione quale fattore abilitante la connettività ad alta velocità.
Cristiana Pretto, dirigente generale dell’unità di missione strategica digitalizzazione e reti, nel portare il saluto del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli, ha illustrato i progetti messi in campo dalla Provincia per la digitalizzazione, l'innovazione e la sicurezza nella pubblica amministrazione, cogliendo le opportunità offerte dal PNRR e dal fondo complementare nei diversi settori coinvolti, sia per il comparto infrastrutture che per le applicazioni e i servizi digitali. Su tutti spicca il Progetto Bandiera, finanziato con i fondi del PNC e conclusosi a novembre, avente gli obiettivi di supportare il processo decisionale della PA tramite tecnologie all’avanguardia, incrementare la sicurezza delle piattaforme strategiche, offrire servizi digitali efficienti e accessibili e incrementare le competenze per la trasformazione digitale.
La dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro Laura Pedron, invece, ha sottolineato le diverse iniziative messe in campo dalla Provincia finalizzate ad incentivare la creazione di startup che possano diventare fornitori di filiera per le imprese più grandi e il ruolo centrale dell’ente pubblico quale mediatore e facilitatore della comunicazione e interazione tra le imprese, soprattutto quelle medio-piccole che sono la maggior parte, e il mondo della ricerca. Infine ha auspicato che le associazioni di categoria valorizzino maggiormente il loro ruolo di facilitatori nei confronti delle piccole imprese.
A conclusione della giornata, Nicola Barone, vicepresidente del Quadrato della Radio, ha illustrato i punti di forza e le eccellenze del territorio nel percorso verso la trasformazione digitale, evidenziando dati di benchmark estratti dai report nazionali e internazionali più recenti e riferiti all'Italia e agli altri paesi europei, suggerendo azioni finalizzate all'incremento della competitività negli ambiti dove ci sono ancora ampi margini di miglioramento (copertura della banda larga, adozione di specialisti ICT, utilizzo dell’intelligenza artificiale e del fatturato on line da parte delle imprese, innovazione nelle piccole medie imprese e trasferimento dell’innovazione a cittadini e imprese). Gli aspetti positivi sui quali il Trentino è all’avanguardia riguardano il sempre più diffuso utilizzo della rete anche da parte dei B&B, le competenze digitali di base, la sanità digitale e l’innovazione in generale, mentre rappresentano delle grandi opportunità il Progetto Bandiera, lo sviluppo e l’utilizzo dei servizi pubblici digitali, l’incremento dell’uso delle piattaforme abilitanti nella PA, il potenziamento delle competenze digitali degli operatori della PA e il portale per le imprese Trentino for Talent.




