Martedì, 17 Ottobre 2023 - 13:02 Comunicato 2998

Il cordoglio per la scomparsa di Donato Nardin

Nei giorni scorsi è venuto a mancare Donato Nardin. Tra le più significative personalità nella storia dell’amministrazione forestale trentina, durante la carriera lavorativa ha svolto incarichi di primo piano. Le istituzioni provinciali e i colleghi che lo hanno conosciuto, apprezzandone le grandi capacità professionali e le doti umane - come curiosità, ottimismo, perseveranze nella ricerca di una soluzione anche per problemi a prima vista insormontabili - si stringono ai suoi familiari ed esprimono il proprio cordoglio per la sua scomparsa.
Donato Nardin [ PaT]

Nato a Trento il 28 gennaio del 1926, è cresciuto a Predazzo.

Ha iniziato gli studi classici presso il Collegio Arcivescovile, ma dopo il bombardamento di Trento li ha proseguiti a Cavalese. Ottenuto il diploma, si è iscritto dapprima a Ingegneria, poi a Scienze forestali presso l’università di Firenze dove si è laureato nel 1953. Quest’ultimo è stato per Donato Nardin un anno fondamentale: oltre a laurearsi, si è congedato dal servizio militare, si è sposato ed è stato assunto in Regione presso l’Ufficio dei Bacini montani con l’incarico di seguire i lavori di sistemazione idraulica e forestale in Fiemme, Fassa e Primiero.

Nel 1955 è diventato amministratore delle foreste demaniali, mantenendo tuttavia l’incarico di seguire i cantieri di sistemazione idraulica nelle valli dell’Avisio e nel Primiero.

In quel periodo Nardin ha promosso l’introduzione dei cervi nella foresta di Paneveggio e si è impegnato per salvaguardare quel territorio dal progetto che prevedeva la realizzazione di una seconda grande diga, a monte di quella edificata sul rio Travignolo nei pressi di Forte Buso.

E’ stato poi impegnato in conseguenza del maltempo del novembre 1966, che ha causato vittime e visto il verificarsi di piene dei torrenti e danni al patrimonio forestale.

Nel 1969 Nardin è stato chiamato a dirigere il settore dei Bacini Montani. Forte dell’esperienza maturata nella gestione del demanio forestale, ha dato un grande impulso al settore dei Bacini Montani a supporto dei molteplici cantieri diffusi su tutto il territorio provinciale per garantire la riduzione dei danni provocati dalle alluvioni. Ha valorizzato con corsi di formazione la figura dei capi squadra, ha assicurato l’accesso alla cassa integrazione alle centinaia di operai dipendenti dalla struttura, ha promosso l’acquisto della base logistica di Mattarello.

Si è speso inoltre con generosità non solo per il territorio trentino, ma anche a vantaggio di altre regioni, come in occasione dei terremoti del Friuli e dell’Irpinia. Agli anni ’80 risalgono infine gli scambi professionali con i Paesi del Sudamerica, dove Nardin si è impegnato a far crescere la cultura della prevenzione e della mitigazione dei danni.

(us)


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