All'evento, tenutosi nell'elegante cornice del Teatro Sociale di Trento, sono intervenuti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, e il presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), Michele Cereghini. Erano poi presenti i parlamentari trentini, una rappresentanza dei sindaci del Trentino, tra cui il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, il Commissario del Governo per la provincia di Trento, Isabella Fusiello, le autorità civili e militari del territorio e molti cittadini.
Nel suo intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha richiamato la definizione di De Gasperi dell’Autonomia quale una “grande esperienza”. Un’espressione che, a suo dire, restituisce il senso più profondo dell’autogoverno. “L’Autonomia - ha infatti specificato Fugatti - non è soltanto un insieme di competenze e di risorse. È, prima di tutto, la capacità di decidere e di rispondere delle proprie decisioni. È responsabilità verso i cittadini, verso la comunità, verso le generazioni che verranno”.
Evidenziando come l'Autonomia si costruisca anzitutto nella vita quotidiana delle comunità, nelle famiglie, nei Comuni, nelle associazioni e nel volontariato, il presidente della Provincia ha richiamato la lunga tradizione dei vigili del fuoco volontari del Trentino, testimoni di un senso di solidarietà con "radici ben profonde". "L’Autonomia può cambiare, può evolvere, può assumere forme nuove - ha aggiunto - ma non può perdere questo fondamento: la libertà di scegliere porta con sé la responsabilità delle proprie scelte”.
Fugatti ha poi sottolineato il valore dell’esperienza autonomistica trentina oltre i confini del territorio. “Crediamo che un’Autonomia forte, concreta e vicina ai cittadini – ha spiegato – sia un valore per il Trentino e possa rappresentare un’esperienza utile anche per altri territori che oggi richiedono legittimamente maggiori livelli di autonomia e di autogoverno. Non limitarci a custodire ciò che abbiamo ricevuto. Ma continuare, con serietà e con fiducia, a costruire ciò che serve alle persone che vivono qui e a quelle che verranno”.
Infine, il ringraziamento a Mattarella: “Grazie, signor presidente, per essere qui con noi”, ha concluso Fugatti.
Il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, ha dapprima ricordato quanto sia stato decisivo il 1946 per le sorti d'Italia, tant'è che questo è l'ambito indagato nella mostra fotografica su De Gasperi inaugurata ieri pomeriggio. "La giornata di oggi - ha poi detto al Teatro Sociale - unisce Bolzano e Trento, ci ricorda che la nostra è una storia comune. Una storia dove la collaborazione tra culture diverse ha preso una forma solida nel contesto della Regione e dello Statuto d’Autonomia. Una storia che oggi trova nell’Euregio Tirolo-Alto Adige Sudtirol-Trentino ulteriore spazio di crescita, facendo del confine un luogo di incontro. Qualche mese fa, incontrando alcune classi in Consiglio provinciale, ho sentito una bambina definire Alcide De Gasperi 'un architetto dell’Autonomia'. È un’immagine straordinariamente efficace. Perché l’Autonomia è davvero una costruzione: richiede equilibrio e responsabilità da parte di tutti".
In rappresentanza del Consiglio delle autonomie locali, il presidente Michele Cereghini ha quindi richiamato il ruolo dei Comuni nell’attuazione quotidiana dell’Autonomia. Quando De Gasperi firmò con Karl Gruber - ha ricordato Cereghini - aveva compreso che “l’unità della Repubblica non si costruisce cancellando le differenze, ma riconoscendole e trasformandole in responsabilità. Ottant’anni dopo, quell’intuizione è ancora viva nel delicato compito di far dialogare i diversi livelli di governo. In Trentino-Alto Adige/Südtirol, sindaci e sindache interpretano ogni giorno questo ruolo istituzionale, tra pragmatismo, visione e connessione con tutte le istituzioni. È nei nostri Comuni che l’Autonomia assume un significato tangibile. Perché l’Autonomia è fatta di persone per le persone. E proprio per questo non può esistere senza partecipazione".
La cerimonia, introdotta e moderata dalla giornalista Maria Concetta Mattei, è stata arricchita dagli interventi musicali del Coro della Sat, dalla lectio magistralis del professor Umberto Gentiloni (dedicata a “La forza della democrazia italiana: ottant’anni di una Repubblica”) e dall’intervento del professore Giuseppe Tognon, incentrato su “Alcide De Gasperi e l’Autonomia. Storia di un accordo internazionale”.
Ai link il service video e il service fotografico della cerimonia. In allegato i testi delle due lectiones magistrales.




