Giovedì, 18 Giugno 2026 - 13:56 Comunicato 1825

Presentato il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e trasporti con il sottosegretario Alessandro Morelli. Gottardi: “Cultura e prevenzione predittiva per la tutela del territorio”
Fugatti: “Infrastrutture necessarie per crescita e ambiente"

Si è concluso oggi pomeriggio, nella Sala Depero del Palazzo della Provincia di Trento, l’incontro “Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, appuntamento dedicato al tema della prevenzione del rischio e del suo relativo monitoraggio, nonché alla sicurezza delle infrastrutture di trasporto, promosso da ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.
Sono intervenuti, assieme al sottosegretario Alessandro Morelli - che ha ribadito l’importanza di affrontare in modo integrato la sicurezza delle infrastrutture e del territorio, alla luce dei sempre più frequenti eventi meteorologici estremi e la conseguente diffusione del rischio su scala nazionale, passando da una logica emergenziale a una logica preventiva - anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale all’urbanistica, energia, trasporti, Mattia Gottardi, oltre al direttore generale della Provincia Raffaele De Col.
“Il Trentino è un territorio che da sempre investe nella cura del territorio, nella prevenzione e nella protezione civile - le parole del presidente -. Abbiamo in programma oltre 3 miliardi di euro di investimenti in opere pubbliche, perché un territorio come il nostro ha bisogno di infrastrutture moderne, sicure e capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e dello sviluppo economico. Tra le sfide principali c'è la gestione dei flussi di traffico, in particolare lungo l'Autostrada del Brennero. Per questo è fondamentale proseguire nel percorso di trasferimento del traffico dalla gomma alla rotaia, una scelta che risponde non solo a esigenze di mobilità, ma anche agli obiettivi di sostenibilità ambientale. Quello ambientale è un tema che emerge ogni qualvolta si intende avviare opere pubbliche, dalla scelta dei tracciati alla loro sostenibilità nel tempo. Ma la sostenibilità non può prescindere dalla qualità della vita delle comunità: servono collegamenti efficienti, infrastrutture moderne e sicure e la capacità di realizzare opere che consentano al territorio di continuare a crescere. È questo l'equilibrio che il Trentino intende perseguire”.

Anche l’assessore Gottardi ha ricordato le competenze del sistema di Protezione civile provinciale e la necessità di investire continuamente per rafforzarlo. "Per un territorio come il nostro, che convive ogni giorno con le sfide della prevenzione del dissesto idrogeologico e della gestione delle infrastrutture, la giornata di oggi da un lato conferma il Trentino come un laboratorio di buone pratiche, dall'altro evidenzia come la prevenzione, anche quella predittiva resa possibile dalle nuove tecnologie e dall'intelligenza artificiale, sia la strada da seguire per rendere ancora più efficace la tutela del territorio - le sue parole -. Sul fronte della sicurezza idrogeologica possiamo contare su un rapporto di collaborazione molto positivo con il Governo nazionale e, grazie alla nostra speciale Autonomia, su un sistema di Protezione civile che rappresenta un’eccellenza".

Ai lavori hanno preso parte accanto a Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri anche Domenico Capomolla, direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, Daniel Alfreider, assessore provinciale alle infrastrutture della Provincia autonoma di Bolzano.

La giornata ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, enti territoriali, gestori e rappresentanti del mondo tecnico-scientifico.
Momento cardine è stata la presentazione del Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, strumento elaborato per promuovere un approccio sempre più strutturato alla conoscenza, alla gestione e alla mitigazione dei rischi che interessano le reti strategiche del Paese.
Capomolla ne ha illustrato i principali risultati sottolineando il valore delle buone pratiche osservate in territori come Trentino e Alto Adige, dove la cura costante del territorio e l’organizzazione della manutenzione hanno prodotto risultati significativi in termini di riduzione degli interventi straordinari e maggiore sicurezza.
Nel suo intervento ha affermato: “Dal Libro Bianco emergono proposte migliorative per una gestione più efficace del rischio e una maggiore tutela delle reti viarie, ferroviarie e degli impianti fissi. Quello che è emerso con ogni evidenza dallo studio condotto è l’importanza delle manutenzioni ordinarie. La costante cura del territorio anche nelle piccole cose. Questo modello organizzativo che per tante ragioni negli ultimi vent’anni è stato abbandonato e fortemente depotenziato, qui in Trentino e in Alto Adige invece ancora resiste.”

Morelli nel suo intervento ha affermato: “Negli ultimi anni lo Stato ha aumentato significativamente gli investimenti destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico. Tuttavia, accanto alle risorse finanziarie, emerge la necessità di migliorare la capacità di programmazione, coordinamento e realizzazione degli interventi. È un cambiamento culturale profondo. Per troppo tempo l’Italia ha rincorso le emergenze. Oggi stiamo progressivamente costruendo una cultura della prevenzione. Una cultura che significa intervenire prima che il danno si manifesti.”

"Mentre il Paese realizza opere strategiche come la circonvallazione di Trento, il Tunnel di Base del Brennero e il potenziamento delle reti stradali e ferroviarie, è fondamentale garantire infrastrutture sicure, efficienti e adeguatamente manutenute. La digitalizzazione, l'utilizzo di nuove tecnologie e una stretta collaborazione tra istituzioni e territori sono strumenti essenziali per rendere il sistema infrastrutturale sempre più resiliente, migliorare la mobilità e assicurare la continuità dei collegamenti anche in presenza di eventi calamitosi." ha dichiarato in chiusura Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenuto tramite videomessaggio.

L’appuntamento di Trento conferma il percorso avviato da ANSFISA per consolidare una cultura della sicurezza basata sulla prevenzione e sulla resilienza, mettendo in rete istituzioni, territori e competenze tecniche con l’obiettivo di rendere le infrastrutture italiane sempre più sicure e affidabili.

Immagini e interviste a cura dell'ufficio stampa
https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1cT-F35NtxHgcjk7nOJ9OV9vZ5g8ogC71 

(us)


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