Nel suo intervento, Spinelli ha sottolineato il legame tra il 25 aprile e il 2 giugno 1946, data fondativa della Repubblica: “Rivendicare questo nesso significa riconoscerci nei valori della Costituzione”. Tra questi, ha evidenziato il principio dell’Autonomia, “garanzia per rispettare le peculiarità e le diversità dei territori, ma anche anticorpo contro le possibili degenerazioni autoritarie e centralistiche che il fascismo aveva generato in virtù della propria idea di Stato. Autonomia, e non è un caso, diventata strumento per promuovere e garantire i diritti delle minoranze linguistiche e la convivenza tra gruppi etnici”.
Il vicepresidente ha richiamato il ruolo dei costituenti, ricordando figure come Elsa Conci e Maria de Unterrichter, e il contributo determinante di Alcide De Gasperi, sottolineando come il 2026 segnerà anche l’80° anniversario dell’Accordo di Parigi firmato con Karl Gruber. Un passaggio storico reso possibile dalla sconfitta dei totalitarismi e fondamentale per il futuro dell’Autonomia trentina.
Spinelli ha quindi ricordato il peso della storia locale: oltre 40.000 trentini coinvolti nella Seconda guerra mondiale, 10.000 internati militari nei lager nazisti, migliaia di perseguitati politici e partigiani. “Credo che giovi alla memoria pubblica del Trentino ricordare che le cosiddette opzioni vennero estese, con conseguenze laceranti e drammatiche, anche ai mocheni, ai cimbri e ai ladini - ha detto -. È un patrimonio di esperienze che alimenta il senso di responsabilità e la partecipazione democratica” ha affermato.
Nel suo intervento è stato richiamato anche il valore delle idee autonomiste e federaliste espresse nella Carta di Chivasso e nel Manifesto-programma del 1944 del gruppo guidato da Manci, che immaginavano un’Italia repubblicana inserita in un’Europa unita e fondata sulle autonomie come antidoto alle derive dittatoriali. “Alle nostre madri e ai nostri padri costituenti, così come a figure come Manci ed Emile Chanoux, dobbiamo guardare con rinnovata attenzione: possono essere guide e ispiratori per tutte le forze democratiche” ha concluso il vicepresidente, ribadendo l’impegno a custodire e rinnovare i valori della Liberazione.




