“Il confronto che abbiamo avviato con i sindaci libici non riguarda soltanto la gestione delle risorse idriche, ma la costruzione di istituzioni locali più forti, capaci di creare fiducia e sviluppo - ha spiegato l’esponente della Giunta -. Anche il Trentino, dopo la guerra, era una terra povera, segnata dall’emigrazione e dalle divisioni. I risultati che vedete oggi non sono arrivati per caso: sono nati dall’autonomia, dal dialogo e dalla responsabilità condivisa. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere ai nostri partner libici: non esistono scorciatoie, ma percorsi concreti costruiti insieme, passo dopo passo”.
Particolare soddisfazione è stata espressa anche dal ministro del Governo locale libico Elghadi: “Le visite sul territorio e il confronto diretto con le realtà trentine indicano la strada per una collaborazione di lungo periodo, orientata allo sviluppo sostenibile e al benessere dei cittadini”.
Il progetto MUWALI è promosso nell’ambito della cooperazione internazionale sostenuta dalla Commissione europea e realizzata dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, con il partenariato della Provincia autonoma di Trento, dell’Università di Trento e del Centro per la cooperazione internazionale. L’iniziativa punta a sostenere il ruolo delle municipalità libiche nella gestione sostenibile delle risorse idriche, attraverso formazione, innovazione, raccolta dati e confronto diretto tra amministratori e tecnici.
La delegazione libica ha peraltro visitato alcune realtà trentine legate alla gestione delle risorse idriche e all’innovazione ambientale, tra cui la sorgente dello Spino gestita da Novareti, il Consorzio Trentino di Bonifica in Valle di Gresta e il Comune di Rovereto.
“Da quasi sei anni il nostro rapporto con la Libia è estremamente consolidato e siamo orgogliosi di rappresentare un ponte tra la Libia, l’Italia e l’Europa”, ha sottolineato il dirigente generale Giovanni Gardelli. “Il nostro obiettivo è costruire relazioni stabili e quotidiane tra amministrazioni locali, favorendo una crescita reciproca delle municipalità coinvolte. Il Trentino è una realtà particolare, fatta di autonomie locali e di piccoli comuni, ma proprio questa dimensione ci ha insegnato il valore della collaborazione e dell’innovazione”.
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