Nel corso del dibattito, che ha coinvolto anche i presidenti Arno Kompatscher (Provincia autonoma di Bolzano), Alessandra Todde (Sardegna) e Renzo Testolin (Valle d’Aosta), oltre all’assessore siciliano Alessandro Dagnino, Marchiori ha richiamato alcune delle questioni che chiamano direttamente in causa la capacità dell’Autonomia di dare risposte adeguate al contesto locale: dalla gestione dei rifiuti alle derivazioni idroelettriche, fino alla gestione della fauna selvatica, anche alla luce della nuova competenza in materia di ambiente ed ecosistemi.
Temi diversi, accomunati dalla necessità di costruire soluzioni che tengano conto delle caratteristiche del territorio e delle esigenze delle comunità. “Quando parliamo di Autonomia, dobbiamo partire dalla realtà dei nostri territori e affrontarne le necessità con responsabilità. Sono le leggi a doversi adattare per interpretare le esigenze delle realtà locali, non il contrario” ha sottolineato Marchiori.
L’assessore ha quindi posto l’attenzione sull’evoluzione degli strumenti attraverso cui si esercita l’Autonomia, a partire dal regime pattizio e dal principio dell’intesa. “L’Autonomia non è né una concessione né un’imposizione: è un sistema di regole che ci si dà e che deve poggiare su un confronto il più possibile franco, leale e aperto. Accanto al principio dell’intesa, che resta fondamentale, il regime pattizio può dare nuova linfa alla capacità di affrontare le sfide future” ha affermato Marchiori.
L’Autonomia, ha concluso l’assessore, non è un traguardo acquisito una volta per tutte: “Possiamo essere soddisfatti del percorso compiuto finora, ma non possiamo limitarci a custodire quanto abbiamo raggiunto. Dobbiamo continuare a costruire la nostra Autonomia. In fondo, potremmo dire che il bello deve ancora venire”.
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