Il ministro ha quindi sottolineato il nuovo approccio adottato nell’attuale legislatura sul fronte delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia, evidenziando un’accelerazione significativa rispetto al passato. Calderoli ha inoltre richiamato il lavoro svolto nella fase di implementazione della riforma dell’autonomia, evidenziando come il dialogo tra istituzioni abbia consentito di imprimere una svolta nei tempi e nelle procedure. Nel suo intervento il ministro ha ribadito anche il valore del modello autonomistico del Trentino-Alto Adige, sottolineando la capacità delle due Province autonome di esercitare le proprie competenze con efficienza e responsabilità.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha richiamato il percorso istituzionale che ha portato al rafforzamento dell’autonomia e il consenso maturato in Parlamento.
“Il consenso raccolto in Parlamento dimostra che nel tempo si è consolidata la consapevolezza del valore delle nostre autonomie - ha affermato Fugatti - e della loro capacità di garantire buon governo e sviluppo dei territori. Si tratta di un risultato non scontato, che rappresenta il riconoscimento di un percorso costruito negli anni attraverso responsabilità, competenza e autonomia finanziaria”.
Il presidente ha quindi sottolineato il ruolo dell’Accordo di Milano e del Patto di garanzia nel consolidamento del modello di autonomia responsabile.
“Ci auguriamo che questo percorso possa proseguire e continuare a rafforzare gli strumenti di autogoverno delle nostre comunità. Allo stesso tempo auspichiamo che opportunità analoghe possano essere riconosciute anche ad altri territori che dimostrino la stessa capacità di amministrare con efficacia e responsabilità. L’autonomia è tanto più forte quanto più sa tradursi in buona amministrazione e servizi di qualità per i cittadini”, ha concluso Fugatti.
Il presidente Arno Kompatscher ha ricordato il lavoro svolto per la riforma e ne ha sottolineato l’importanza per la Provincia autonoma di Bolzano: “Autonomia significa poter regolamentare da sé le questioni, in modo che rispondano alle esigenze specifiche di un territorio”, ha spiegato. L’Autonomia dell’Alto Adige è soprattutto uno strumento per la tutela delle minoranze linguistiche, ovvero della popolazione di lingua tedesca e ladina, nonché di un’espressione delle particolari realtà territoriali. Il presidente della Provincia ha ricordato che l’Alto Adige ha esercitato la propria Autonomia in modo responsabile sin dal 1972. “L’Autonomia è diventata una storia di successo perché le competenze trasferite sono state sempre esercitate con senso della misura e responsabilità”, ha affermato. La riforma apre nuovi margini di manovra, che ora devono essere valutati con attenzione e utilizzati in modo responsabile.
Service video:
https://drive.google.com/drive/folders/17PzzoR1Fhz1mETHoFgP2683cDWq1djSp?usp=sharing




