Nel corso del pomeriggio l'assessore Simone Marchiori ha seguito i lavori della sessione “Politiche e modelli per l’abitare: il ruolo dell’Europa tra strategia e implementazione”, dedicata all’evoluzione delle strategie abitative a livello europeo. Moderato da Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico di REbuild, l’incontro ha visto gli interventi di Francesco Amodeo della European Commission – Housing Task Force e di Maria José Piccio-Marchetti Prado della Comunidad de Madrid, offrendo spunti utili a orientare anche le future strategie provinciali sul tema dell’abitare. L'assessore ha partecipato anche a "L'abitare al centro: prospettive internazionali", moderato dall'architetto Alberto Winterle, direttore di TurrisBabel, con Michael Obrist, professore universitario presso il Politecnico di Vienna, che ha portato il caso dell'abitare sociale a Vienna.
Fra gli approfondimento del pomeriggio, due sono stati quelli che hanno visto la partecipazione diretta della Provincia autonoma di Trento.
Il workshop “Come rispondere alla domanda di casa nei piani e nei progetti: obiettivi, strategie, risorse” ha affrontato il tema della realizzazione della nuova offerta abitativa in contesti segnati da vincoli sempre più stringenti, a partire dal principio del non consumo di suolo, dalla valorizzazione delle risorse pubbliche e dall’utilizzo del patrimonio green come leva di fattibilità. Coordinato da Sara Verones, direttrice dell’Ufficio Studi e Pianificazione delle Risorse Energetiche di APRIE, con il contributo di Eleonora Righetto, borsista dell’Università IUAV di Venezia, il laboratorio ha guidato i partecipanti in un confronto operativo articolato attorno a tre direttrici: tempi, per far dialogare la pianificazione urbanistica con l’urgenza abitativa, sociale e ambientale; metriche, per superare una logica meramente regolativa e misurare gli impatti economici, sociali e ambientali delle trasformazioni; strumenti, per ripensare il rapporto tra pubblico e privato come leva capace di generare valore urbano e ritorno collettivo.
Nel suo intervento, Verones ha sottolineato come il lavoro sull’abitare sostenibile richieda un approccio ampio e integrato, capace di tenere insieme dimensioni sociali, economiche e ambientali. Ha evidenziato come le configurazioni green dell’abitare non rappresentino più un obiettivo di lungo periodo, ma una traiettoria già concreta da consolidare attraverso investimenti e modelli progettuali capaci di ridurre i costi di gestione per le famiglie, a partire dall’efficienza energetica e dal contenimento delle bollette. Una prospettiva che punta a far sì che la transizione ecologica non diventi un fattore di esclusione, ma un elemento pienamente compatibile con l’accessibilità dell’abitare anche per le fasce più fragili della popolazione.
La sessione ha quindi previsto una fase laboratoriale: partendo da casi studio e domande guida, i partecipanti sono stati chiamati a elaborare in gruppi strategie e buone pratiche di riferimento, individuando fino a tre priorità operative per tradurre i principi emersi in azioni concrete e replicabili sul territorio trentino.
A seguire il confronto “La casa torna nei piani urbanistici: nuove proposte, nuovi strumenti”, moderato da Paolo Bovio, direttore editoriale di Future4Cities, ha riportato al centro il tema dell’abitare nella pianificazione urbanistica, attraverso il racconto di esperienze territoriali diverse ma accomunate dalla necessità di rafforzare la regia pubblica.
Paolo Mazzoleni, assessore all’urbanistica del Comune di Torino, ha illustrato il caso di una città che oggi considera già un successo il mantenimento dell’attuale equilibrio demografico, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e da un mercato immobiliare caratterizzato da prezzi di acquisto ancora accessibili ma da una forte crescita dei canoni di locazione. Il nuovo piano regolatore, il primo dopo trent’anni, introduce l’obbligo del 20% di edilizia sociale nei grandi interventi e punta a favorire nuovi modelli abitativi, con l’obiettivo di mantenere Torino attrattiva anche per le giovani generazioni.
Roberto Corbia, assessore all’urbanistica del Comune di Alghero, ha invece evidenziato le tensioni generate da una forte pressione turistica: a fronte di 45 mila residenti, la città registra circa due milioni di presenze annue concentrate in pochi mesi, con una quota significativa di patrimonio immobiliare sottratta alla residenza stabile. Il nuovo piano urbanistico, attualmente in fase di definizione, punta a riequilibrare densificazione, servizi, turismo e residenza attraverso strumenti perequativi e obiettivi integrati.
A chiudere il confronto è stato Giovanni Gardelli, dirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento, che ha ripercorso l’evoluzione del piano urbanistico provinciale come espressione dell’autonomia trentina: dallo sviluppo policentrico degli anni Sessanta alla tutela ambientale introdotta con la variante del 1988, fino al tema della governance, nonché al divieto di consumo di suolo e alla tutela delle aree agricole di pregio nel piano del 2008. Gardelli ha richiamato anche le nuove misure provinciali per contrastare lo spopolamento, tra cui il bando 2025 che prevede contributi fino a 100 mila euro per acquisto e ristrutturazione della prima casa in 32 comuni trentini coinvolti nel progetto sperimentale per la rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono, e ha anticipato la riflessione su un nuovo modello di piano urbanistico provinciale, più flessibile e capace di redistribuire opportunità e sviluppo tra territori diversi del Trentino.
I lavori proseguiranno domani con ulteriori sessioni di confronto e approfondimento, primo passo di un percorso destinato a svilupparsi nei prossimi mesi anche sui territori, con l’obiettivo di costruire una nuova agenda provinciale dell’abitare capace di coniugare sostenibilità, inclusione e qualità della vita.
Info e programma: https://rebuilditalia.it/it/programma
A questo link l'intervista all'assessore alle politiche per la casa, Simone Marchiori




