Venerdì, 22 Maggio 2026 - 16:57 Comunicato 1481

24 ORE NextMed de Il Sole 24 Ore: raccontare il Mediterraneo del futuro

Dalle trasformazioni degli equilibri geopolitici nel Mediterraneo allargato alle nuove dinamiche energetiche e infrastrutturali, fino al ruolo crescente dell’area come snodo tra Europa, Africa e Asia: il panel “Mediterraneo, geografia del futuro” ha offerto una lettura delle principali traiettorie del sistema internazionale.
In questo quadro si è inserita la presentazione di 24 ORE NextMed de Il Sole 24 Ore, nuovo progetto editoriale in partenza a giugno dedicato al Mediterraneo allargato, pensato come spazio stabile di analisi delle dinamiche che ridefiniscono il ruolo strategico dell’area. 24 ORE NextMed si configura come una piattaforma editoriale e strategica che integra un ecosistema multicanale (dal quotidiano al digitale, fino a TV, podcast e newsletter) con un Osservatorio permanente dedicato all’analisi degli scenari geopolitici ed economici e al dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder internazionali.

Nel confronto - moderato da Claudio Antonelli - Marco Magnani, Marco Minniti, Federico Silvestri, con il video-contributo della Commissaria europea Dubravka Šuica, hanno espresso una visione condivisa del Mediterraneo come spazio interconnesso e centrale negli assetti globali, la cui stabilità dipende sempre più dalla capacità di costruire nuove forme di cooperazione politica ed economica tra tutte le sue sponde e oltre.
Mediterraneo, geografia del futuro. Nasce Il Sole 24 Ore NextMed Nella foto: Claudio Antonelli; Marco Magnani; Federico Silvestri; Marco Minniti (in remoto) [ Alessandro Eccel - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Uno dei principali organizzatori e promotori del Festival dell’Economia di Trento ha scelto la cornice di questa ricca edizione per presentare un nuovo progetto innovativo dedicato al Mediterraneo allargato: 24 ORE NextMed è l’iniziativa editoriale del Gruppo Il Sole 24 ORE che punta a costruire uno spazio di analisi e lettura delle trasformazioni geopolitiche dell’area, attraverso il confronto tra persone, aziende e istituzioni italiane ed europee di grande caratura.
Con 24 ORE NextMed, il Gruppo Il Sole 24 ORE amplia il proprio posizionamento come hub di informazione, analisi e relazione su scala internazionale, capace di connettere contenuti, competenze e network, e lo fa a partire dal panel del suo lancio, che vede la partecipazione di ospiti di spicco, del gruppo editoriale e del mondo economico ed accademico.

Apre infatti il dialogo Marco Minniti, presidente della Med-Or Italian Foundation ed ex Ministro dell’Interno, che, esortato dal moderatore Claudio Antonelli a fornire un quadro della fase attuale del Mediterraneo, parla di una transizione profonda e, a suo parere, irreversibile dell’ordine internazionale.
L’assetto globale emerso nel secondo dopoguerra appare ormai superato e sostituito da una dinamica più frammentata e competitiva. Le crisi in Ucraina, Medio Oriente e Africa mediterranea rappresentano, secondo Minniti, i punti più evidenti di questa trasformazione. In questo contesto, il continente africano assume un ruolo crescente sia sul piano demografico sia su quello delle risorse strategiche, dalle materie prime energetiche alle terre rare, diventando un attore centrale nei nuovi assetti globali.

Proprio il peso crescente dell’Africa negli equilibri internazionali apre, secondo Minniti, il tema degli strumenti con cui l’Europa e l’Italia possono ridefinire la propria presenza nel continente a Sud.
Viene qui richiamato il Piano Mattei (strategia italiana di cooperazione economica e politica con i Paesi africani, finalizzata a promuovere sviluppo, investimenti e partenariati energetici e infrastrutturali, ndr), interpretato come possibile leva per rafforzare il posizionamento europeo e italiano nel Mediterraneo allargato.

La riflessione trova un immediato riscontro nell’intervento successivo del professor Marco Magnani, che sottolinea come il Piano Mattei rappresenti un’intuizione rilevante nel ridisegno dei rapporti tra Europa e Africa, a condizione che sia sostenuto da adeguati investimenti e da una visione di lungo periodo. In questa prospettiva, osserva, il Mediterraneo si configura sempre come spazio di connessione tra Europa, Africa e Asia, attraversato da nuove strategie di influenza economica e infrastrutturale da parte dei principali attori globali.

La narrazione e l’informazione strategica rappresentano, secondo Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, strumenti centrali di posizionamento geopolitico. NextMed propone un approccio integrato tra formazione, economia e sicurezza, nella convinzione che lo sviluppo dell’area dipenda dalla tenuta congiunta di questi tre pilastri. L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui istituzioni, imprese e centri di ricerca contribuiscano alla definizione di nuove chiavi di lettura e iniziative operative, in un’evoluzione del ruolo dei media sempre più orientato a connettere analisi, informazione e azione.

Il confronto si estende quindi alla dimensione istituzionale europea, attraverso un videomessaggio della Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica. “Abbiamo bisogno di fare dell’Italia e dell’Europa un luogo in cui le competenze dei giovani trovino spazio in economie in crescita”, afferma Šuica, richiamando la necessità di rafforzare l’azione dell’Unione Europea verso l’area mediterranea, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alla formazione.

Ci si concentra poi sul ruolo dell’Italia nello scenario mediterraneo. Il professor Magnani sottolinea la necessità che il Paese recuperi un’identità marittima ancora incompiuta e valorizzi il proprio vantaggio competitivo: quello di essere ponte nel Mediterraneo e presidio dei suoi punti di strozzatura strategici. In questa prospettiva, lo Stretto di Sicilia assume un peso comparabile a Suez o ai Dardanelli, e viene quindi richiamata l’importanza di una piena capacità di presidio, anche attraverso il ruolo della Marina militare nel canale. Un esempio da cui emerge la necessità di rafforzare il posizionamento dell’Italia nel Mediterraneo attraverso la sua capacità di azione e di presenza europea.

Per Minniti, infine, l’Italia può giocare un ruolo privilegiato come snodo di connessione tra Europa, Africa e Mediterraneo allargato, forte di una vocazione naturale alla mediazione che trova riscontro anche nei più recenti riconoscimenti internazionali, come gli inviti al Presidente del Consiglio in sedi quali il Golfo e l’Unione Africana.
In un contesto segnato da crisi multiple ma anche da nuove ridefinizioni degli equilibri globali, questa funzione si traduce in una reale finestra di opportunità per il nostro Paese.

(ss)


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