Giungendo dai percorsi pedonali dedicati, non si fatica a scorgere i tanti volontari con la tuta o la giacca blu con inserti colorati: ogni giorno sono una cinquantina a Lago di Tesero (qualcuno meno a Predazzo). Nel complesso sono state impiegate oltre 2.200 persone provenienti da 50 nazioni. A partire da un'ora prima dell'apertura dei cancelli accolgono tutti con un saluto in italiano e in lingua, indicano la strada più sicura, la direzione per entrare più velocemente nell'impianto o l'ingresso con la coda più veloce. Un modo per rendere più agevoli le operazioni: "La nostra giornata inizia tre ore prima della gara in programma – ci racconta Martina – e dopo il briefing nel quale ci vengono assegnati i vari compiti ci sistemiamo alla fine del percorso pedonale che porta all'ingresso. Rimaniamo all'esterno fino all'inizio delle sfide. Verso la conclusione delle competizioni torniamo di fronte agli ingressi, accompagnando gli spettatori verso l'uscita e rimanendo lì fin quando tutti sono usciti dall'impianto".
E il pubblico apprezza. C'è la coda per farsi truccare il viso, chi ricambia il saluto, chi ne approfitta per chiedere indicazioni sui biglietti, chi si ferma per scattare una foto, chi "batte il cinque" ai volontari. Un'atmosfera molto serena, cui contribuisce notevolmente la carica di energia delle persone in tuta blu con inserti colorati. "Si tratta di un servizio che svolgiamo più che volentieri – conferma Sara – con due obiettivi principali. Accogliere gli ospiti in una maniera più calorosa possibile e, una volta finita la gara, lasciare il migliore ricordo a tutti e strappare un sorriso, anche se magari il risultato del proprio beniamino non è stato quello sperato".
A ben vedere entrambi gli obiettivi sono stati ampiamente centrati.




