Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.
Vito Teti, La restanza, Einaudi, 2022
Tra i più autorevoli studiosi italiani dei luoghi, delle comunità e delle trasformazioni culturali e sociali, l’antropologo Vito Teti ha dedicato parte della propria ricerca ai territori segnati dallo spopolamento e alle memorie che ne attraversano i paesaggi. Il suo pensiero e la nozione di “restanza”, intesa come scelta consapevole di abitare luoghi attraversati da fratture storiche e sociali, costituiscono uno dei principali riferimenti della mostra del Mart alla Galleria Civica di Trento, "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili" (fino al 15 novembre 2026). A cura di Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni, il progetto prende a prestito il titolo della raccolta di saggi di Teti per proporre una riflessione critica sulla complessità dell’abitare, sulle forme di marginalità e sulle possibilità di riattivazione dei territori.
Seminario di studi
Mercoledì 28 ottobre Vito Teti sarà a Trento per "Dialoghi sulle geografie fragili", un seminario di studi organizzato dal Mart in collaborazione con TSM | STEP – Scuola per il governo del territorio e del paesaggio nell’ambito del public program della mostra.
La giornata di studi si articolerà in due momenti.
Si comincia alle 14.00 alla Sala SOSAT dove Vito Teti dialogherà con l’architetto Paolo Castelnovi e gli artisti Camilla de Maffei e Francis Offmann (i cui lavori sono esposti in mostra).
Alle 17.00 in Galleria Civica sarà la volta di una proiezione a cura di OHT | Office for a Human Theatre a cui seguiranno la presentazione del catalogo della mostra, la visita guidata con il curatore e l’aperitivo.
Partecipazione gratuita, prenotazione via mail a eventi@mart.tn.it
Il catalogo della mostra Pietre di pane
Il dialogo tra il pensiero di Teti e il progetto espositivo "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili" trova un ulteriore approfondimento all’interno del catalogo della mostra, recentemente pubblicato e disponibile online e nei bookshop del Mart e della Galleria Civica al prezzo di 20 euro.
Edito dal Mart su progetto grafico di Typeklang, Massimiliano Mariz, il volume conta 144 pagine e contiene un testo scritto a quattro mani dai curatori Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni, insieme a un saggio di Gianluca Cepollaro, direttore di STEP - Scuola per il governo del territorio e del paesaggio. Arricchisce il catalogo l’eccezionale contributo dell’antropologo Vito Teti, a cui è affidata la prefazione. Per l’occasione, viene inoltre ripubblicato il capitolo "La casa dei trentatré pani", tratto dal libro di Teti "Pietre di pane. Un’antropologia del restare", edito in italiano da Quodlibet e in inglese da Guernica Editions.
Gli altri appuntamenti in Trentino
La presenza di Teti in Trentino è scandita da momenti pubblici e privati: a Rovereto Teti incontrerà la direttrice del Mart, Micol Forti, a Trento si confronterà con la comunità di ricerca di TSM | STEP nell’ambito del seminario STEP incontra.
Infine il 27 ottobre alle 18.00 il professore sarà ospite della Libreria Due Punti di Trento dove sarà presentato il volume "La restanza".
Vito Teti
già ordinario di Antropologia culturale presso l’Università della Calabria, si occupa attualmente di antropologia e letteratura dei luoghi. Tra i suoi libri più recenti si ricordano: "Il colore del cibo. Geografia, mito e realtà dell'alimentazione mediterranea"(Meltemi 2019), "Prevedere l’imprevedibile. Presente, passato e futuro in tempo di coronavirus" (Donzelli 2020), "Nostalgia. Antropologia di un sentimento del presente" (Marietti 2020), "La restanza" (Einaudi 2022). Il suo ultimo libro, scritto con Carla Saracino, è "Il sentimento dei luoghi" (Fallone Editore 2026).




