Organizzate in collaborazione con il Comune di Isera, le visite sono state guidate dalla direttrice dei lavori Barbara Maurina, archeologa dell'Ufficio beni archeologici provinciale, affiancata dai tecnici di Arc Team, che hanno condotto i lavori sul campo. Nel pomeriggio è seguita una presentazione dei reperti e dei dati raccolti nel piano nobile di Palazzo de Probizer.
Dopo oltre quarant’anni di ricerche e scavi, i resti della Villa romana di Isera erano in attesa di un intervento di tutela per procedere alla messa in sicurezza delle strutture con la realizzazione di una nuova tettoia stabile e per consentire di indagare i depositi rimasti, coperti dall’edificio moderno. Grazie all'impegno congiunto della Soprintendenza e del Comune di Isera e alla collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto, nel 2019 è stato avviato un progetto comprensivo della demolizione del vecchio asilo dismesso da molti anni, che insisteva sui resti antichi, della copertura del sito archeologico e degli scavi archeologici che stanno permettendo di raccogliere nuovi dati sulla tecnica edilizia e sull’articolazione dell’edificio romano.
Tra i ritrovamenti romani più importanti della Vallagarina, la Villa romana di Isera è un grande edificio terrazzato con sale panoramiche affacciate sulla valle dell’Adige e giardino risalente alla prima età imperiale. I resti della Villa furono messi in luce alla fine degli anni ‘40 del secolo scorso durante i lavori per la costruzione di un asilo infantile. L’urgenza dell’opera determinò la distruzione quasi totale del contesto archeologico, ma una parte delle strutture e del deposito stratigrafico sfuggì all’attività di sbancamento, rimanendo interrata sotto il piano di calpestio dell’asilo e dell’area circostante. Alla fine degli anni ’60, per iniziativa dell’Associazione Lagarina di Storia Antica e con il sostegno del Museo Civico di Rovereto, fu avviato un progetto di indagine archeologica concretizzatosi in una serie di campagne di scavo susseguitesi in modo discontinuo fra il 1973 e il 2004. Le indagini misero in luce i resti dell’area nordorientale di un grande edificio di tipo urbano-rustico risalente alla prima età imperiale (fine I secolo a. C. - seconda metà I secolo d. C.), e permisero il recupero di migliaia di reperti. Ora, grazie alle ultime ricerche archeologiche, la vita della villa entra in una nuova fase che permetterà di ampliare le conoscenze sulle vicende più antiche del territorio.
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(sil.me)




