Martedì, 22 Marzo 2016 - 17:00 Comunicato 497

Un seminario oggi a Trento organizzato da Agenzia per la Famiglia
Valutare le performance delle politiche pubbliche come strategia di crescita e sviluppo

Indagare le varie metodologie di valutazione delle politiche pubbliche giovanili e familiari. Un tema strategico per qualsiasi organizzazione pubblica e privata in quanto finalizzato alla formulazione di giudizi sulla misura del successo o dell'insuccesso delle politiche attuate. Se ne è parlato, oggi a Trento, nel corso di un seminario nel quale sono stati presentati modelli diversi di valutazione: dal modello V@luta, che adotta un approccio multicriteria e multistakeholder, a modelli di valutazione eseguiti in laboratorio. E' stato presentato inoltre un percorso di valutazione della rete territoriale di un Distretto famiglia e il concetto di valutazione d’impatto sociale. Infine è stata analizzata nel dettaglio la proposta di uno strumento di valutazione d’impatto familiare applicato sui singoli provvedimenti amministrativi.

"La valutazione nelle politiche pubbliche. Modelli ed esperienze nelle politiche giovanili e familiari" è il titolo del convegno che si è tenuto oggi in Sala Belli e organizzato dall'Agenzia provinciale per la famiglia. La valutazione è un processo scientifico che analizza l'efficacia, la coerenza, la trasparenza e il livello di raggiungimento dei risultati prefissati in ciascuna fase della programmazione, fornendo anche puntuali informazioni sulle modalità di lavoro prescelte e sulle tipologie di risorse impiegate. Il convegno ha preso in esame in particolare il tema della valutazione su due sistemi di politiche pubbliche: quello delle politiche sociali e quello delle politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento.

Il contributo di Piergiorgio Reggio dellaFondazione Demarchi ha considerato alcuni degli aspetti fondamentali e critici della valutazione nelle politiche pubbliche ed in particolare ha affrontato questioni relative alla discussione dei principali ostacoli alla diffusione di una cultura e di pratiche valutative: “La valutazione è indispensabile perché è multifunzione: serve a rendicontare, informare, conoscere ed apprendere. E' un gioco di potere tra istituzioni e gruppi sociali e in alcune culture essa ha funzione di controllo”. A livello strategico, Reggio ha discusso aspetti relativi alla definizione degli oggetti di valutazione, alle opzioni culturali e metodologiche disponibili ed i limiti della valutazione: “E' raro che un politico si confronti con la comunità e ad oggi ci sono molte resistenze ad utilizzarla per il timore di essere giudicati o di “giocare a carte scoperte”. Sono invece necessarie maggiori occasioni di confronto contaminante fra cittadini e istituzioni e, soprattutto, che essa venga sistematicamente inserita nelle misure legislative affinché siano monitorati i risultati delle azioni che esse comportano”.

Luciano Malfer dell'Agenzia per la famiglia si è soffermato sull’importanza della valutazione delle politiche pubbliche “per le politiche familiari l’orizzonte, così come previsto dalla Legge provinciale sul benessere familiare 1/2011, è la valutazione d’impatto familiare - ha esordito”. Ha poi presentato diversi strumenti messi in atto dall’Agenzia per la valutazione delle diverse progettualità portate avanti negli anni. “E' centrale il coinvolgimento dei destinatari finali, e la famiglia in particolare, attraverso l’utilizzo di strumenti basati su cartolina, modulo online e app per smartphone come Familink che la rendono accessibile. La valutazione per le politiche familiari ha adottato l’approccio multicriteria e multistakeholder definito “V@luta” che al termine del 2015 è divenuto “laboratorio sperimentale” per le politiche giovanili e in particolare per i Piani giovani di zona. V@luta modellizza – ha proseguito - in una web application il processo valutativo partecipato, in grado di mettere in relazione tutti coloro che hanno un interesse per il progetto, permettendo il raggiungimento di una valutazione quantificata anche per i progetti sociali. Questa quantificazione permette di rendere comparabili progetti che sono per le loro attività e contesti differenti, e contribuisce al lavoro di orientamento delle politiche pubbliche, coinvolgendo tutti i soggetti pubblico-privati interessati.”

L'intervento di Ericka Costa dell'Università di Trento si è focalizzato sul tema dell'impatto sociale, tema sempre più dibattuto sia a livello accademico che operativo. “Questa tematica rientra nella più ampia disciplina dell'accountability che può essere intesa come la capacità di “fare” certe azioni e di “rendicontarle”. L'accountability e l'impatto sociale sono quindi due facce della stessa medaglia e sono state fino ad oggi studiate con riferimento alle Organizzazioni non-profit e alle imprese sociali. Molte sono le metriche che sono state proposte in letteratura per misurare e valutare l'impatto sociale delle organizzazioni ma ognuna di queste presenta dei limiti.” L’intervento si è soffermato sull’importanza di definire un vocabolario comune e di aumentare la consapevolezza su che cosa le organizzazioni possono effettivamente valutare, in particolare output, input e social impact. L’altro punto focale è l’importanza di sviluppare una cultura per la misurazione dell’impatto sociale che deve tener conto della pluralità di stakeholder e diversità di obiettivi, oltre che dei limiti, delle organizzazioni nel misurare l’impatto nel lungo periodo”. In conclusione la relatrice ha posto una domanda che rimane volutamente aperta, quella dell’individuazione del soggetto che può sostenere e coordinare nei lunghi periodi la valutazione d’impatto sociale, tenendo conto della complessità operativa che caratterizza “l’impatto sociale”, avendo consapevolezza che non è pensabile una misura standard d’impatto sociale che possa realmente includere la pluralità insita negli effetti sociali delle azioni messe in atto dalle organizzazioni.”

La presentazione di Luigi Mittone dell'Università di Trento si è incentrata sulla ricerca che il suo laboratorio (Cognitive and Experimental Economics Laboratory CEEL) ha condotto per conto di FBK sugli stili di consumo energetico delle famiglie. “L'idea di questa ricerca era nata da un incontro con il Malfer e Penner nel corso della quale mi era stata segnalata la preoccupazione che l'introduzione di incentivi provinciali alle famiglie numerose, finalizzati a contrastare la regressività delle bollette energetiche, potessero avere l'effetto di "rilassare" l'attenzione delle famiglie nei confronti di un consumo consapevole. A questo scopo abbiamo messo a punto una metodologia sperimentale che riproduce in laboratorio la decisione di consumare energia e permette quindi di osservare in un ambiente controllato cosa succede nei consumi al variare di elementi di contesto, per esempio fornendo le informazioni sui costi con diverse frequenze temporali, oppure indicando i valori delle migliori performance delle famiglie.”

Carmen Noldin e Francesca Balboni delDistretto Famiglia Val di Non hanno parlato di “evoluzione di una rete territoriale”. “Il titolo unisce due parole “rete” ed “evoluzione” - ha esordito Noldin: due parole non scontate anche in un assetto quale quello del Distretto Famiglia delineato dalla L.P. 1/2011. Le relazioni nelle reti territoriali sono base di partenza per qualsiasi altro tipo di azione, quindi perché non valutare la rete del Distretto Val di Non? Dopo questi primi anni di lavoro abbiamo ritenuto necessario soffermarci a riflettere sugli aspetti relazionali che coinvolgono il nostro Distretto Famiglia, che tipo di relazioni si svolgono all’interno della rete, quali sono i soggetti, non solo aderenti, che ad oggi concorrono alle politiche familiari. Ed ancora quanto sono forti questi legami, che tipo di rete si è andata formando. Abbiamo voluto esplorare tutto questo, abbiamo voluto farlo insieme ai nostri aderenti, sentire la loro voce e condividere con loro i risultati per migliorare la nostra azione sul territorio. I risultati sono stati buoni, ma ci sono ancora margini di miglioramento e ripeteremo questa azione senz'altro fra qualche anno.”

L'intervento di Francesca Parolari delComune di Pergine Valsugana è stato finalizzato a presentare il progetto, ancora in bozza, di introduzione della valutazione di impatto familiare nell’ambito delle attività amministrative del Comune di Pergine Valsugana. “La volontà dell’Amministrazione comunale, coadiuvata in questo progetto dal dott. Giorgio Antoniacomi che aveva curato in passato il progetto “Pergine Città dei bambini”, è quella di individuare alcuni procedimenti all’interno dei quali poter inserire la valutazione di impatto familiare per iniziare ad orientare le scelte amministrative pubbliche, al fine di porre particolare attenzione al sostegno dell’infanzia e della famiglia.”

(an)



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