Grande partecipazione nel pomeriggio di oggi alla Sala della Filarmonica per “Armonie per il futuro”, il concerto per violino e pianoforte che ha visto protagonisti il maestro Uto Ughi e il pianista Leonardo Bartelloni nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Una sala gremita, con una significativa presenza di giovani, ha accolto un appuntamento che ha unito musica, cultura e futuro, confermando il legame sempre più stretto tra il Festival e i linguaggi artistici come strumenti di partecipazione e crescita collettiva.
Tra i più grandi violinisti italiani contemporanei, Uto Ughi è da sempre impegnato anche nella promozione della cultura musicale e nella valorizzazione dei giovani talenti. Proprio il valore culturale e formativo dell’evento è stato sottolineato da Natascia Chiarlo, vicepresidente della Fondazione Uto Ughi: “La presenza al Festival sottolinea che l’economia non è solo numeri, ma anche cultura, qualità della vita e sviluppo”.
Il concerto ha proposto un percorso attraverso alcune delle pagine più emblematiche della tradizione violinistica europea, accompagnato dalle introduzioni dello stesso Ughi, che prima di ogni brano ha dialogato con il pubblico raccontando curiosità, contesto storico e significati musicali delle opere eseguite.
Ad aprire il programma è stata la “Ciaccona” di Tommaso Vitali, il cui nome richiama un’antica danza spagnola costruita su un tema sviluppato attraverso continue variazioni, come ha spiegato lo stesso Maestro al pubblico. È quindi seguita la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck, citato anche da Marcel Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”. Un’opera intensa e articolata, “lunga ma con parti meravigliose” ha osservato il violinista.
Nella seconda parte del concerto, spazio alla “Suite popolare spagnola” di Manuel de Falla, originariamente scritta per voce e pianoforte e proposta a Trento nella versione per violino e pianoforte. Sei quadri musicali diversi tra loro, “come i dipinti di Velázquez”, ha spiegato Ughi, accompagnando il pubblico dentro le atmosfere e i colori della tradizione spagnola: dal ritmo di “El paño moruno” alla dolcezza di “Nana”, dalla cantabilità andalusa di “Canción” fino alle suggestioni arabe di “Polo”, dove “sembra di sentire il muezzin dall’alto della moschea”. E ancora la malinconia di “Asturiana” e l’energia conclusiva della “Jota”, danza popolare spagnola.
Accanto a Uto Ughi, il pianista Leonardo Bartelloni, artista di consolidata esperienza internazionale, diplomato con lode e menzione al Conservatorio “Boccherini” di Lucca e docente a Lugano dal 1995, ha accompagnato il Maestro in un dialogo musicale raffinato e intenso.
L’evento ha confermato il ruolo del Festival dell’Economia di Trento come spazio aperto al confronto tra discipline diverse, dove anche la musica diventa occasione di riflessione sul presente e sul futuro, coinvolgendo pubblici differenti e nuove generazioni.




