Tre campioni, tante medaglie e un settore in cui l'Italia è leader mondiale. Alberto Amodeo, Simone Barlaam e Monica Boggioni sono stati i protagonisti di un incontro a Palazzo Geremia a Trento, dedicato al nuoto paralimpico, tra Giochi, Mondiali ed Europei. L'appuntamento ha dato voce ad uno dei settori in cui l'Italia è leader mondiale e si inserisce nella forte presenza paralimpica dell'edizione 2026. L’appuntamento si è aperto con un ricordo molto intenso di Alex Zanardi che ha sempre conservato la felicità nel cuore, nonostante i molti incidenti. Il più bel gruppo di nuoto e più vincente al mondo, è stato definito, quello che ha partecipato anche al Festival. L’evento europeo che si è appena concluso è andato benissimo, in particolare per Boggioni e Barlaam che si sono confermati tra i più medagliati, ma anche per Amodeo con ottime prestazioni nonostante qualche problema di salute.
Ha chiuso l’europeo con il sorriso Monica Boggioni: “Noi siamo i veterani della squadra, siamo entrati nel 2017. Sono dieci anni che condividiamo gioie e dolori in un gran bel gruppo di sportivi. Il campionato europeo è andato benissimo come squadra e come medaglie. E’ stato in dubbio fino all’ultimo, per vari motivi. Sono felice per i risultati vista anche la presenza delle atlete russe, che erano moltissime. Ho ritrovato molta serenità, in vista dei prossimi appuntamenti internazionali”.
Soddisfatto anche Simone Barlaam: “E’ bello condividere emozioni molto forti con tanti amici. Ricevere un abbraccio ti regala molta felicità ed è una delle tante chiavi del successo. L’europeo è stato spostato in Turchia con la presenza degli atleti russi, per le note tensioni internazionali, un vero banco di prova per tutti noi, con molti atleti nuovi”.
E’ stato un campionato europeo d’argento per Alberto Amodeo: “Ho iniziato a conoscere il gruppo a fine 2016 - ha ricordato – è bello partire per un grande evento con una squadra che ti sostiene. Avere qualcuno con cui ridere e staccare, è essenziale. Porto a casa 2 argenti vista la sfortuna e qualche linea di febbre, ma è andata bene comunque. E’ stata una stagione strana contando anche la sfortuna, il lavoro ha funzionato certamente. L’europeo è stato per me di rodaggio in una stagione con obiettivi intermedi. L'appuntamento di Trento, ha dato voce ad una disciplina d'eccellenza per lo sport azzurro e si è inserito nella importante presenza paralimpica dell'edizione 2026 del Festival.
Simone Barlaam, è oggi tra i più forti nuotatori paralimpici al mondo. Ha ricordato al pubblico come ha iniziato: “Ho sempre amato la sensazione di libertà che ti regala l’acqua. Ma una delle mie grandi passioni è anche il disegno: a settembre ho fatto snorkeling con gli squali in Spagna. Una cosa bellissima, che mi affascina davvero. Un amore innato per queste creature così tanto bistrattate. Da sempre, voglio veicolare la mia esperienza, cercando di essere d’aiuto per chi mi ascolta. L’immagine prima e l’incontro con Alex Zanardi dopo, sono ancora vivi nella mia memoria. La mia medaglia preferita è sicuramente d’oro davanti al medico che mi ha operato. ma anche l’argento nei due misti a questi ultimi europei non si può dimenticare”.
Anche per Monica Boggioni nuoto inizialmente come terapia, ma dal 2016 sono arrivate le prime gare a Pavia e nel 2017 i primi mondiali a Città del Messico, fino ai grandi risultati del recente europeo. “Fuori dall’acqua è importante impegnarsi. Lo faccio – ha spiegato l’atleta - cercando di trasmettere le opportunità che ho avuto anche ad altri ragazzi. Ho sempre cercato di vedere la mia disabilità non come un ostacolo insuperabile ma come delle abilità residue da potenziare. L’acqua è sempre stata per me un porto sicuro. La mia medaglia più bella è vedere che qualche famiglia si avvicina al nostro sport. Il nostro ambiente è importante perché permette a molte persone di interagire. Per me l’oro è stato unico, ma voglio ricordare il tempo unico in stile libero, ai mondiali di Singapore con record italiano, c’era la sfida nella sfida”.
Alberto Amodeo, ha sempre amato l’acqua fin da piccolo. “Per caso ho scoperto la pallanuoto. In particolare dopo il drammatico incidente nel quale mi è cambiata la vita, cadendo da una ruspa. Per una serie di strane vicende, ho iniziato a gareggiare in vasca. Ho visto Simone qualche volta e subito dopo ho iniziato questa nuova avventura con tanti bei risultati. In ospedale mi è nata anche la passione per la musica, partendo da Zucchero fino alla musica elettronica che mi porta in giro per l’Europa a cercare nuovi concerti. La mia medaglia preferita – ha concluso - direi la prima di argento, in stile libero a Tokio, inaspettato, anche per il tempo, seguita da una invasione di campo degli amici. Poi l’oro in farfalla a Parigi con una splendida rimonta”. Non sono mancati a fine incontro i racconti dei giovani che hanno iniziato ad allenarsi grazie alla passione degli azzurri dello sport paralimpico, con una squadra di grandi campioni che non smette mai di stupire in vasca ma soprattutto nella vita.




