Lunedì, 08 Giugno 2026 - 18:21 Comunicato 1719

All'ITAS Forum il presidente della Provincia richiama alla responsabilità sul nodo di Rovereto e rilancia il confronto con RFI. Illustrato anche il quadro delle principali infrastrutture strategiche in corso sul territorio trentino.
Tunnel del Brennero e opere ferroviarie, Fugatti: "L'opzione del no non può esistere"

"L'opzione del no non può esistere. Esiste invece l'opzione del dialogo, del confronto e della ricerca delle migliori soluzioni possibili". È il messaggio lanciato dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti intervenendo oggi all'ITAS Forum di Trento nel corso dell'incontro "Infrastrutture a sostegno dei territori – Le vie dello sviluppo a nord e a sud del Brennero", organizzato da Confindustria Trento in collaborazione con Confindustria nazionale.
Nel suo intervento il presidente ha affrontato il tema delle infrastrutture ferroviarie legate al Tunnel di Base del Brennero e, in particolare, il nodo di Rovereto, evidenziando la necessità di individuare soluzioni condivise attraverso il confronto tra tutti i soggetti coinvolti.

"È necessario sedersi attorno a un tavolo con RFI - ha affermato Fugatti - e con le amministrazioni comunali interessate per valutare tutte le alternative percorribili. Ma dobbiamo essere consapevoli che, se non si troveranno soluzioni condivise e sostenibili, il rischio è che tra dieci anni i treni continuino a transitare all'interno dei centri abitati, da Borghetto fino a Rovereto".

Il presidente ha quindi sottolineato come le esigenze di tutela ambientale debbano accompagnare il processo decisionale senza però impedire la realizzazione delle opere necessarie per il futuro della mobilità ferroviaria.

"I temi ambientali che per anni hanno rallentato la realizzazione del Tunnel del Brennero - ha spiegato il presidente - non possono diventare oggi gli stessi ostacoli che impediscono di realizzare le opere ferroviarie necessarie sul territorio".

Un passaggio importante è stato dedicato anche al tema delle tempistiche e della capacità dei territori di cogliere le opportunità legate agli investimenti infrastrutturali.

"Se un territorio non è pronto a cogliere un'opportunità infrastrutturale, gli investimenti possono essere destinati altrove. RFI ha spiegato chiaramente che le risorse seguono i progetti che avanzano più rapidamente. È già accaduto in passato e potrebbe accadere ancora. Per questo è importante comprendere che le infrastrutture richiedono decisioni, responsabilità e capacità di fare sintesi".

Fugatti ha poi allargato lo sguardo alla mobilità interna del Trentino, ricordando come per un territorio montano la qualità dei collegamenti rappresenti un elemento decisivo per la competitività delle imprese e per la qualità della vita delle comunità.

Nel dettaglio, il presidente ha illustrato lo stato di avanzamento delle principali opere strategiche provinciali. Per il collegamento Rovereto Sud-Sant'Ilario è previsto un investimento di circa 40 milioni di euro ed è in corso la fase progettuale. A Campotrentino si è entrati nella fase di assegnazione degli interventi, mentre a Spini di Gardolo i lavori sono già stati consegnati e risultano in corso.

In Val di Non, dopo oltre trent'anni di confronto, è stato raggiunto l'accordo sulla variante di Dermulo e si sta procedendo con la progettazione dell'opera. Sono inoltre ripresi i lavori della variante di Cles. Per l'Alta Val di Non, ha annunciato Fugatti, la prossima manovra di assestamento metterà a disposizione le prime risorse necessarie per avviare il percorso progettuale richiesto dal territorio.

In Valsugana prosegue il lavoro sul tunnel di Tenna e sull'allargamento della tratta Novaledo-Pergine, interventi che nel loro complesso superano i 300 milioni di euro e si trovano nella fase di progettazione. La variante della Bassa Valsugana è invece vicina alla fase di appalto.

Sul fronte dell'Alto Garda e Ledro continuano i lavori della Ciclovia del Garda. Per la variante di Torbole la Provincia ha già stanziato 150 milioni di euro, mentre la variante di Molina di Ledro è in fase progettuale. Procedono inoltre i lavori della variante di Pinzolo e quelli di Ponte Pià, mentre la variante di Comano si trova in una fase avanzata di progettazione.

In Val di Fassa è in corso la progettazione della variante di Canazei, un'opera dal valore stimato di circa 120 milioni di euro.

Guardando al futuro, il presidente ha infine richiamato l'attenzione sulle opportunità che deriveranno dall'entrata in funzione del Tunnel di Base del Brennero. In quest'ottica, la Provincia e RFI stanno lavorando all'aggiornamento delle infrastrutture interportuali trentine per adeguarle ai nuovi flussi ferroviari e logistici previsti dal corridoio europeo, attraverso un investimento stimato in circa 50 milioni di euro.

"Le infrastrutture non sono soltanto opere pubbliche - ha concluso Fugatti - rappresentano sviluppo, competitività e coesione territoriale. Per questo la Provincia continuerà a investire con convinzione, accompagnando il Trentino verso le sfide dei prossimi decenni".

Nel corso della tavola rotonda, l’assessore provinciale ai trasporti Mattia Gottardi ha richiamato la necessità di una visione favorevole alle infrastrutture strategiche per lo sviluppo del territorio.

"La posizione di questa amministrazione è chiara - ha detto Gottardi- dove esiste la necessità di realizzare connessioni strategiche per lo sviluppo del territorio, noi siamo per il sì. L’approccio alle infrastrutture mette spesso a confronto due visioni: da una parte chi ritiene che ogni opera debba essere fermata, dall’altra chi considera le infrastrutture uno strumento indispensabile per garantire competitività, qualità della vita e opportunità alle future generazioni. Noi apparteniamo a questa seconda visione".

L’assessore ha inoltre ribadito come il completamento delle connessioni con il Veneto debba avvenire attraverso soluzioni strutturate e coerenti con la pianificazione infrastrutturale, e non come alternative parziali ai progetti strategici già in corso.

"Le infrastrutture ferroviarie connesse al Tunnel del Brennero - ha concluso Gottardi - rappresentano inoltre un’opportunità strategica per il Trentino e richiedono un’analisi approfondita sotto il profilo tecnico e ambientale, con decisioni che devono essere assunte senza ulteriori rinvii, per evitare ritardi che potrebbero compromettere la realizzazione delle opere nei tempi previsti".

(dc)


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