“Da piccolo guardavo spesso in tv un canale di documentari sportivi no-stop. In particolare, “La grande olimpiade” dedicato alla corsa di Livio del ‘60 mi ha letteralmente stregato”. Tortu già praticava atletica ma quell’impresa olimpica lo ha legato ancora di più a questo sport e lo ha idealmente avvicinato alla figura di Berruti.
Da un primo incontro “combinato” nel 2016, i due atleti hanno coltivato per tutta la vita un rapporto di amicizia autentico, fatto di consigli, confronti e persino di un simbolico scambio di medaglie dopo la vittoria di Tortu nella staffetta 4×100 metri ai Giochi di Tokyo 2020.
“Ci sentivamo spiriti affini, era qualcosa che andava oltre l’atletica. Mi ha dato l’impressione che fossimo due gocce d’acqua. L’empatia con cui parlavamo mi ha fatto capire che quello che provava lui è ciò che provo io ora. Era una persona straordinaria, curiosa, sottile, sornione, mi rivedo tanto in lui, per quanto posso, perché per me rimane inarrivabile”. Entrambi puri, romantici e un po’ malinconici, ha confermato Buffa.
“L’atletica – ha proseguito Tortu - è sempre associata al sacrificio e alla sofferenza ma lui aveva un modo romantico e atipico di viverla, apprezzava di più le gioie e mi ha fatto innamorare delle cose belle di questo sport”.
Anche nel racconto della sua impresa nella staffetta di Tokyo, in cui Tortu ha stabilito il miglior tempo in assoluto, regalando all’Italia un oro inaspettato, che lo stesso Buffa ha definito come un’impresa extracorporea, il campione ha voluto omaggiare l'amico: “Negli ultimi due metri mi sono lanciato in avanti in maniera quasi plastica proprio come aveva fatto lui”.
“Mi considerava al suo livello”, tanto che Berruti lo ha voluto al suo fianco per la festa del suo ottantesimo compleanno: “Mi ha lasciato piacevolmente sorpreso perché mi ha fatto capire quanto fosse affezionato a me”. E in un finale commosso e dolce, in cui l’eredità sportiva e umana si è compresa fino in fondo, Tortu ha letto la dedica scritta sul menù di quella festa, che conserva affianco ai pass delle sue olimpiadi: “Al mio allievo Filippo, con tanta stima e auguri”.




