Venerdì, 22 Maggio 2026 - 13:41 Comunicato 1469

Sicurezza e intelligenza artificiale: le norme attuali sono ancora adeguate?

Al centro del confronto, le opportunità e i rischi delle nuove tecnologie tra cyberspazio, realtà virtuale e nuovi crimini

Al Festival dell'economia di Trento il dialogo tra istituzioni e nuove tecnologie. Nel giorno del suo compleanno presente a Trento il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Molte sono oggi le piattaforme che sembrano superate alla luce delle recenti innovazioni tecnologiche. Particolarmente interessante il confronto sulle nuove tecnologie e sulle sfide del sistema giuridico italiano ed europeo, passando per la tutela della privacy e dei diritti dei soggetti.
Sicurezza e intelligenza artificiale Nella foto: Vittorio Pisani. [ Martina Massetti - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Il Festival dell'Economia di Trento ha ospitato un incontro di grande attualità e rilevanza istituzionale dedicato al tema della sicurezza nell'era dell'intelligenza artificiale. Il confronto con Pisani si è aperto dialogando su una nuova piattaforma finanziata da un miliardario americano che verifica a pagamento, se una notizia è credibile oppure no, pena il 'ban' online in caso di non correttezza. La sicurezza quindi non ha più confini territoriali, ci si chiede spesso se le categorie giuridiche esistenti sono ancora adeguate.

“L'iniziativa americana tocca il paradigma della velocità – spiega Pisani – il cyberspazio non è solo un grande contenitore ma anche un'area di vita con dei riflessi civili, amministrativi o penali, ma non solo. Il problema delle categorie giuridiche è reale. In Italia esiste la procedura d'urgenza ma basta per tutelare i diritti? Questa è una riflessione che va fatta. Ma la grande tematica è il paradigma della velocità che necessita di una soluzione condivisa con tempi più lunghi. Ci troviamo di fronte ad un concetto di sovranità digitale, quindi per un reato commesso nel cyberspazio, quale sarà il giudice competente? Se un reato viene commesso da una macchina, chi è quindi il responsabile?”

Al centro del confronto, le opportunità e i rischi che le nuove tecnologie portano con sé: dalla sorveglianza intelligente alla prevenzione dei reati, dall'uso dell'IA da parte delle forze dell'ordine fino alle nuove forme di criminalità digitale, passando per il tema della disinformazione e della manipolazione dell'informazione.

“Oggi, si corre il rischio di essere arbitri di un mercato che utilizza prodotti e software esteri che non tutelano fino in fondo la nostra privacy – spiega Pisani – perchè non deteniamo il controllo completo del prodotto stesso”. Pisani ha ricordato che le forze di polizia stanno affrontando le sfide operative poste dall'IA, tra nuovi strumenti investigativi, minacce cyber e necessità di preservare i diritti fondamentali dei cittadini in un contesto normativo ancora in completa evoluzione. Che differenza c'è oggi – si chiede Pisani – tra una conversazione telefonica o una chat whatsapp? “Mentre la compagnia telefonica nazionale è controllata – evidenzia - altre prestazioni obbligatorie non si possono imporre a dei provider internazionali”.

Altro tema fondamentale è il tempo di conservazione del dato. “Il timing sui dati è un'altra tematica che incontra vari approcci in Europa – precisa Pisani – noi siamo tra i pochi con lo schedario alloggiati in Italia. Quindi una persona ricercata viene subito rilevata e questo permette di arrestare alcune persone ricercate. In sede europea, alcuni paesi non hanno il nostro registro. Ancora più difficile diventa confrontarsi sui tempi di archiviazione. Tutto deve essere fatto però nel rispetto della privacy. In Europa c'è quindi un approccio completamente diverso rispetto alla privacy”.

In Cina ma anche in altri paesi, esistono hotel IA con registrazione fotografica e impronte digitali, non si rischia l'eccesso? Secondo il Capo della Polizia: “I sistemi di videosorveglianza digitali e queste nuove tecnologie aprono importanti interrogativi in merito alla privacy. Oggi bisogna trovare una soluzione normativa, che vada a contemperare l'esigenza di privacy ma anche l'esigenza di sicurezza nel caso dei reati gravi, tema che vogliamo portare anche a livello europeo. Urgente è anche affrontare la tematica dei provider: dal timing per la conservazione, all'accesso al dato digitale, fino alla parte criptata. Noi abbiamo una sensibilità superiore rispetto all'Europa sia in campo investigativo che in altri settori, ma stiamo rallentando sul terreno digitale. Oggi abbiamo strumenti digitali che usa la criminalità ma noi non abbiamo spesso, la possibilità di contrastare questi software”.

Infine gli attacchi informatici: “Una riflessione molto attuale – spiega Pisani - l'attacco informatico può essere classificato come un attacco di guerra. L'attacco informatico contro una torre di controllo oppure su ospedali è equiparabile ad azione armata? Oggi deve essere utilizzato il criterio degli effetti di queste azioni”.

L'incontro ha confermato quindi, come il Festival dell'Economia di Trento rappresenti uno spazio privilegiato di dialogo tra saperi diversi — istituzionale, accademico e civile — su questioni che ridefiniscono il rapporto tra tecnologia, libertà e sicurezza, in un contesto europeo ed internazionale, in continua evoluzione.

(Cz)


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