“Tutto comincia il 2 giugno 2022, quando durante un concerto a Vienna, dopo giorni di febbre, sento un dolore alla schiena così forte da non riuscirmi ad alzare per accogliere l’applauso finale. Alcuni giorni dopo, a seguito di alcune visite, ricevo la diagnosi. Il male che sentivo era sintomo del mieloma, del tumore del midollo osseo” – non nasconde nulla al suo pubblico, il Maestro Allevi, che al Festival dell’Economia di Trento si mette a nudo, a parole ma anche e soprattutto quando chiede di “poterlo raccontare con la musica”, quando si siede al pianoforte e spiega ciò a cui non gli pare di saper trovare un senso, come gli angeli, e lo fa nonostante e dopo essersi scusato di qualsiasi nota stonata causata dai farmaci. “In quel momento, quando ricevi questo tipo di diagnosi, perdi tutti punti di riferimento. Il vero cambiamento però per me è arrivato dopo, durante la prima visita in un centro specialistico, mentre aspettavo in sala d’attesa e un signore anziano mi ha detto, con dolcezza, “qua siamo tutti uguali”. Lì ho capito che non contavano e non contano i successi e gli insuccessi, che l’autenticità e la dignità degli esseri umani è nella sofferenza. E la mia reazione è stata una sensazione di respirare meglio”.
Una questione di prospettive e di scelte, che si riflette anche nel momento peggiore, quello in cui si perde peso e si pensa che sia arrivata la fine, quello in cui Allevi ha deciso di comporre: “Bach, nel contrappunto 14, inserisce una melodia di quattro note che corrisponde al suo nome, alla trasposizione musicale delle lettere che lo compongono” – ha spiegato. “Ricevuta la diagnosi, non mi sono quasi mai chiesto “Sopravviverò?”, ma mi sono chiesto “La parola mieloma come suona in musica?”. Seguendo la trasposizione di Bach, ho suonato le sette note che corrispondono alle sette lettere, e ho scoperto che sono bellissime. A partire da lì, da quelle sette note, ho quindi composto un concerto per violoncello e orchestra, che ho intitolato MM22”. E se la vita è fatta di scelte, è fatta anche di piccole cose e di coincidenze incredibili, quelle che, per il Maestro – e così chiude il suo intervento così simile a una lezione - “sono la manifestazione che si è sulla strada di un’evoluzione della propria anima. Anima che è “io” invisibile, che è ciò che non si fa toccare dal dolore e dalla sofferenza, che c’era prima e ci sarà nonostante”.




