Circa 473 milioni sono infatti residui di parte corrente, di cui l'85% è semplice "sfrido" tecnico erogato a inizio dell’anno successivo. Altri 358 milioni sono accantonamenti obbligatori per i territori confinanti. Il vero pilastro della cifra, ben 2,4 miliardi, riguarda invece i trasferimenti agli enti del sistema (enti locali, agenzie, enti pubblici strumentali – tra i quali rientra anche l’APSS, ora Asuit – fondazioni e società). Questa liquidità non è dunque un tesoretto immobile, ma la linfa necessaria a far girare l'intera macchina provinciale, bilanciando tra investimenti infrastrutturali - pensiamo agli investimenti dei comuni o ai contributi alle imprese erogati tramite Apiae -, e la continuità dei servizi quotidiani per i cittadini.




