Giovedì, 21 Maggio 2026 - 16:24 Comunicato 1432

Partendo dalla ricerca “Next Gen Power”, il dialogo tra giovani, imprese e istituzioni

Un confronto aperto tra giovani, istituzioni, imprese e mondo accademico per capire come sta cambiando il rapporto delle nuove generazioni con lavoro, scuola, tecnologia e futuro: è questo il cuore dell’incontro promosso dal Politecnico di Milano attraverso l’Hub della Conoscenza insieme a Cassa Padana, che ha richiamato all’ITAS Forum oltre 230 studenti. Ad aprire l’evento è stato un saluto fuori programma del direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, che ha invitato i ragazzi ad avere il coraggio di seguire idee e visioni proprie anche in un contesto segnato da incertezza e tensioni globali. "Voi avete il dovere di andare controcorrente e non dovete avere paura di farlo. Se non lo fate voi, non può farlo nessuno", ha detto il direttore.
Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori) - Evento solo su invito Nella foto: In piedi Fabio Tamburini, seduti da sinistra Paramjit Kaur, Carlo Alberto Chiavegato, Giuliano Noci, Bruna Olivieri, Gabriele Fava, Pier Maria Saccani, Corrado Passera, Irene Boni, Annarita D'Ambrosio. [ Nicola Eccher - Archivio Ufficio Stampa PAT]

L’incontro, condotto da Annarita D’Ambrosio del Sole 24 Ore, è poi entrato nel vivo con la presentazione della ricerca, "Next Gen Power – Giovani, futuro e nuovi poteri: cosa pensano davvero le nuove generazioni", affidata direttamente a due studenti: Carlo Alberto Chiavegato del Liceo Scientifico Aselli di Cremona e Paramjit Kaur del Liceo Scientifico IIS V. Capirola di Leno, Brescia, che hanno restituito alla platea il punto di vista della loro generazione sui grandi temi del presente.

Dalle oltre 6.000 risposte raccolte emerge una generazione tutt’altro che apatica, ma attraversata da un forte senso di incertezza economica, sociale e professionale. I giovani chiedono stabilità, equilibrio tra vita e lavoro, opportunità concrete e una scuola capace di prepararli davvero al futuro. Non meno studio, ma un’educazione più vicina alla realtà: educazione emotiva, finanziaria, affettiva e maggiore consapevolezza nell’uso della tecnologia. Particolarmente significativo il focus sull’intelligenza artificiale. Il 71% dei ragazzi dichiara di utilizzare già strumenti di AI, ma oltre la metà si sente lasciata sola nell’imparare a gestirli. La preoccupazione principale non riguarda tanto la perdita del lavoro, quanto il rischio di perdere creatività, spirito critico e capacità relazionali. Anche il contesto geopolitico viene percepito come fonte di ansia concreta: molti giovani non danno più per scontato che il futuro possa essere migliore di quello delle generazioni precedenti.

A seguire, la tavola rotonda moderata da D’Ambrosio, ha messo a confronto istituzioni, imprese e mondo accademico attorno ai grandi temi emersi dalla ricerca: il rapporto dei giovani con lavoro, scuola, tecnologia, intelligenza artificiale e trasformazioni sociali.

Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e direttore dell’Hub della Conoscenza, ha evidenziato la distanza tra adulti e nuove generazioni, sottolineando come i giovani vivano una velocità del cambiamento che il Paese fatica a sostenere, anche a causa del disallineamento tra scuola, tecnologia e mondo reale. Noci ha richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e sistema educativo, aiutando i ragazzi a sviluppare maggiore partecipazione, orientamento e capacità di affrontare il futuro da protagonisti.

Bruna Olivieri, country manager Italia di Unieuro, ha descritto l’intelligenza artificiale come una trasformazione destinata a ridefinire profondamente tutti i settori produttivi, modificando processi, organizzazione del lavoro e competenze richieste. Olivieri ha spiegato come Unieuro abbia già avviato programmi di formazione e certificazione tecnologica rivolti ai giovani, con particolare attenzione alla valorizzazione delle competenze femminili e alle nuove professionalità legate ai dati e all’innovazione.

Il presidente dell’INPS Gabriele Fava ha ribadito il ruolo centrale delle nuove generazioni per la sostenibilità futura del Paese, illustrando il percorso di trasformazione dell’istituto in una infrastruttura sociale sempre più orientata ai servizi e ai bisogni delle persone. Fava ha inoltre sottolineato come la tecnologia debba essere governata e utilizzata per valorizzare le competenze umane, semplificando le attività ripetitive e creando strumenti più vicini alle esigenze concrete dei giovani.

Pier Maria Saccani, del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, ha richiamato il valore delle filiere tradizionali del Made in Italy, sottolineando la necessità di rendere questi settori più attrattivi per i giovani attraverso formazione, innovazione e adeguate opportunità professionali. Saccani ha ricordato anche l’importanza di trasmettere il valore dell’impegno e del sacrificio in professioni fondamentali per l’economia italiana, come quelle legate all’agroalimentare e al turismo.

Corrado Passera ha invitato i ragazzi a non omologarsi e a considerare l’ansia come una componente naturale della crescita in una società sempre più competitiva e dominata dal confronto continuo. Sul tema dell’intelligenza artificiale ha sottolineato l’importanza di mantenere creatività, spirito critico e capacità di immaginare ciò che ancora non esiste, evitando il rischio di utilizzare la tecnologia in modo passivo e senza un reale contributo personale.

A chiudere il confronto è stata Irene Boni, consigliera delegata di Unhate Foundation, che ha posto l’attenzione sul tema della precarietà e della solitudine giovanile, evidenziando come molti ragazzi crescano oggi in un contesto segnato da fragilità economica e relazionale. Boni ha inoltre richiamato il ruolo di adulti, scuola e istituzioni nell’accompagnare le nuove generazioni nella costruzione della propria identità, creando opportunità concrete di partecipazione, ascolto e coinvolgimento attivo.

(vb)


Immagini