Sabato, 23 Maggio 2026 - 11:53 Comunicato 1507

“One Europe, one Market”, l’unica strada possibile è lavorare per un'indipendenza europea

Al Festival dell’Economia di Trento, il confronto sul tema: “Una Europa, un mercato”. Nella prima parte del panel, Maria Latella, Rai e Radio 24, Il Sole 24 Ore ha dialogato con Emma Marcegaglia presidente e AD del Gruppo Marcegaglia ed Enrico Letta, ex presidente del Consiglio e decano presso l’IE University di Madrid. Di seguito, sempre sul tema, Antonella Sberna, eurodeputata e vicepresidente del Parlamento Europeo è stata intervistata da Gigi Donelli di Radio 24. Il tempo degli indugi è finito. L’Europa non può rimanere indietro, è chiamata all’unità e all’impegno su progetti a medio lungo termine sui grandi temi dello sviluppo, come energia, difesa e formazione. “I tempi sono maturi per lavorare ad una nostra Dichiarazione di Indipendenza” - è l’appello di Enrico Letta. “Risorse, capacità welfare, democrazia: l’Europa ha tutte le carte in regola per farcela - ha detto Emma Marcegaglia se saprà rafforzare le proprie risorse per diventare più forte economicamente". Un invito che l’imprenditrice ha rivolto soprattutto ai giovani: “Raccogliete con entusiasmo queste sfide per difendere il vostro futuro”.
Una Europa, un mercato Nella foto: Enrico Letta , Emma Marcegaglia. [ Daniele Paternoster - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Enrico Letta è l’autore di “One Europe, one Market”, un Rapporto sul futuro del mercato unico europeo, redatto in binario con il Rapporto Draghi. In questo momento, nel quale siamo sopraffatti da notizie che limitano i nostri sogni di Europa unita, il Rapporto Letta ispira una voglia di autonomia, di integrazione, ma soprattutto di indipendenza. Il cambiamento è avvenuto a fine gennaio quando la questione Groenlandia ha fatto cambiare l’approccio dei paesi del Nord Europa, da sempre euroscettici. “I tempi sono maturi per lavorare ad una nostra Dichiarazione di Indipendenza - ha detto Letta - , per contrastare le dipendenze che rappresentano la nostra vera debolezza”.

Il nostro punto debole è la necessità di fare scelte complicate insieme. “Pensiamo all’iter progettuale che ha portato all’Euro, la nostra difesa nel mondo,  - ha affermato l’ex presidente del Consiglio - . Sono progetti, quelli su temi centrali come energia, connettività, mercati finanziari e difesa, che presuppongono un medio lungo termine. Questo si scontra con il bisogno immediato di consumatori e di imprese  - ha integrato Letta - che su urgenze, come i costi di energia, hanno bisogno di interventi immediati”.

La voce di Emma Marcegaglia, che si misura quotidianamente su ciò che sta succedendo oggi nel mondo: “Il blocco dello Stretto di Hormuz è un tema molto serio, critico, in parte sottovalutato dal dibattito, - ha affermato l’imprenditrice - per un’azienda, un aumento del 50% dei costi è davvero impattante. Questa crisi mette in evidenza le nostre dipendenze - ha aggiunto Marcegaglia - non abbiamo un problema di reperimento di gas e petrolio, ma di prezzo altissimo. E non dimentichiamo che da quello Stretto non passano solo gas e petrolio, ma anche materie prime necessarie per processi di trasformazione per le nostre industrie. Il vero problema è quanto durerà questa situazione, le aziende per ora resistono, ma l’impressione è che se le cose non troveranno una soluzione a breve, dovremo fronteggiare una maggiore inflazione, meno investimenti e meno consumi”.

La realtà infatti, è che il vero impatto negativo di ciò che sta accadendo oggi si vedrà solo nei prossimi mesi. Uno shock che colpisce in particolare l’Europa, più di altri paesi, proprio perché soffriamo di troppe dipendenze, da materie prime, tecnologie, energie rinnovabili. E la grande conseguenza tocca soprattutto le imprese che, di fronte ad una incertezza dei costi, vedono gli investimenti come un problema più che una occasione.

Un'unità europea diventa necessaria, su molti temi, come ad esempio, difesa e formazione, ma l’urgenza oggi, è ove reperire le risorse per l’energia per diventare autonomi.

Enrico Letta: “L’energia è la cartina di tornasole delle dipendenze europee. Ogni paese ha la propria politica energetica, abbiamo una moneta unica e 27 mercati finanziari. Vi fornisco un dato che dimostra la necessità di un’integrazione europea: la forza delle economia reale europea è pari al 18% mondiale ed è simile a quella americana pari al 25%; ma quando questa economia reale diventa economia finanziaria, l’Europa passa al 12%, gli USA al 60%. Questo dimostra la nostra fragilità”.

Emma Marcegaglia ha richiamato il ruolo dei cittadini in questa sfida: “Un problema del paese, un problema di tutti. Dobbiamo capire che un mix energetico composto da rinnovabili, nucleare e gas, impatta sul portafoglio delle famiglie, sulle imprese e sulla forza lavoro di un intero paese. Dobbiamo fare delle scelte, non c’è più tempo - ha chiosato Marcegaglia - altrimenti siamo destinati alla povertà. E’ inaccettabile il blocco di 4000 richieste autorizzazioni per impianti rinnovabili. Sul nucleare  - ha specificato l’imprenditrice - bisogna semplicemente basarsi sui dati: è una forma tecnologica e la più sicura di produzione di energia, e sul gas, bisogna diversificare le fonti".

Un altro tema che suscita diffidenze, è investire soldi pubblici sulla difesa. Enrico Letta: “Abbiamo scoperto recentemente che non possiamo contare sugli americani come è stato per gli ultimi 80 anni e culturalmente a ciò non siamo abituati. In secondo luogo, la guerra in Ucraina ha dimostrato l’inadeguatezza del nostro concetto di difesa, centrata sul soldato, sulle perdite umane; invece, ciò che ci insegnano quattro anni di resistenza ucraina è una difesa basata sull’innovazione tecnologica - ha detto Enrico Letta - se vogliamo essere sicuri, abbiamo bisogno di imparare anche dall’Ucraina”. “Molto deve venire tra accordi tra imprese - ha aggiunto Marcegaglia - ci sono già progetti comuni, perché molte innovazioni tecnologiche in ambito difesa, possono essere tradotte anche nell’industria, aumentando la capacità produttiva delle aziende”. 

L'imprenditrice, che è tornata sull’appello di Enrico Letta alla necessità di una Dichiarazione di Indipendenza, ha voluto puntualizzare: “L’Europa deve essere più autonoma, non v’è dubbio, ma deve permanere un’attenzione al rapporto con il resto del mondo, soprattutto agli Stati Uniti. Il vero obiettivo è valere di più sullo scenario mondiale, diventare una forza geopolitica più autorevole, in un mondo dove le interconnessioni rimarranno sempre e saranno sempre fondamentali. Risorse, capacità welfare, democrazia: l’Europa ha tutte le carte in regola per farcela - ha detto Emma Marcegaglia  - se saprà rafforzare le proprie risorse per diventare più forte economicamente”. Un invito che l’imprenditrice ha rivolto soprattutto ai giovani: “Raccogliete con entusiasmo queste sfide per difendere il vostro futuro”. 

Nella seconda parte del panel, Gigi Donelli di Radio 24 ha intervistato Antonella Sberna, eurodeputata e vicepresidente del Parlamento Europeo sul prossimo bilancio settennale 2027 - 2034. “Il momento è complicato - ha detto l’eurodeputata - , sono in atto revisioni e rimodulazioni dell’attuale bilancio ma le crisi che hanno caratterizzato questo ultimo settennato, hanno fatto emergere i limiti di un bilancio ingessato che non ha consentito all’UE di stare al passo con i tempi. Urge quindi una riorganizzazione dell’architettura del bilancio - ha spiegato Sberna - deve cambiare il metodo e l’approccio nei confronti di un bilancio che arriverà ai 2mila miliardi. La sfida è lavorare per rimodulare il sussidio all’economia reale: non si deve stravolgere ciò che funziona, ma mettere nelle condizioni gli stati membri di lavorare ad un Europa della pace, ad una economia prospera a favore del benessere della vita dei cittadini e delle imprese”.

(ds)


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