L'incontro, realizzato in collaborazione con la Fondazione Franco Demarchi, ha visto la presenza di amministratori, esperti e operatori del settore. Nel corso della mattinata, introdotta da Roberta Opassi dell'Assessorato alla cultura PAT, si sono susseguiti gli interventi del dirigente generale dell'UMST per i beni e le attività culturali Paolo Fontana e del presidente della Fondazione Franco Demarchi Paolo Decarli, che hanno rimarcato l'importanza di fare rete per costruire un ecosistema culturale che sia davvero integrato, trasparente e partecipativo.
"Con il SIC si va a definire la struttura portante della governance presente e futura delle nostre politiche culturali, mantenendo centrale l'analisi dei dati e cercando di superare le frammentazioni del passato. Grazie alla co-progettazione con gli stakeholder, dal 2026 avvieremo una raccolta dati strutturata — partendo dallo spettacolo dal vivo — per ottimizzare le risorse e guidare le decisioni pubbliche. Il SIC sarà un motore fondamentale per supportare e traghettare il sistema trentino verso l'innovazione e garantire la massima accessibilità della cultura a tutti", ha anticipato Fontana.
"La volontà di fare rete, raccogliendo e condividendo informazioni e buone pratiche, è un obiettivo prioritario per la Fondazione Demarchi. Oltre a garantire un supporto operativo al progetto, valorizzeremo la ricerca – una delle nostre tre aree fondamentali – mettendo a disposizione un nostro ricercatore per la mappatura culturale del territorio. Crediamo fermamente che la cultura sia un pilastro del welfare e del benessere della comunità: per questo vogliamo essere attori protagonisti del sistema attraverso il nostro neonato hub culturale - LOOM -, uno spazio che ci vedrà in prima linea nel panorama locale", ha sottolineato Decarli.
Il valore strategico della gestione dei dati è stato successivamente approfondito nella sessione intitolata "Perché i dati contano: ispirazioni da chi li usa ogni giorno", moderata da Francesca Lambertini di BAM! Strategie culturali, che collabora al progetto, con gli interventi di Simona Ricci dell'Associazione Abbonamento Musei e di Alessandro Borchini del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa. I due relatori hanno condiviso le loro esperienze sul campo, dimostrando concretamente come l'analisi dei comportamenti del pubblico possa tradursi in un'offerta culturale più inclusiva, efficace e a misura di cittadino.
Al centro dell'evento, il Sistema Informativo Culturale Trentino che punta a mappare le risorse del territorio e a verificare costantemente l'efficacia delle linee guida provinciali. Il SIC non si limita a fotografare l'offerta culturale o analizzare le politiche culturali, bensì si struttura come un vero e proprio dispositivo finalizzato all'autovalutazione continua e all'ottimizzazione dei processi decisionali dell'amministrazione pubblica in campo culturale, valutando l'impatto economico e sociale sulla comunità degli interventi realizzati nei vari settori della cultura in Trentino. Non semplicemente, dunque, un contenitore di informazioni, ma un generatore di valore pubblico.
Per rendere i nuovi orientamenti strategici immediatamente riconoscibili anche visivamente, l'evento è stato l'occasione per svelare l'identità coordinata del SIC, caratterizzata da un logo geometrico che richiama una bussola, ovvero la capacità del sistema di mappare le risorse culturali e di orientare le future scelte strategiche basandosi su rigorose evidenze empiriche.
I lavori si sono conclusi con una serie di sessioni di discussione e tavoli di confronto per addetti ai lavori, che hanno visto i partecipanti mappare attivamente le attuali pratiche di raccolta e condivisione dei dati, analizzando - attraverso indicatori visivi e contributi diretti - le modalità operative e i bisogni del settore. Questo momento di collaborazione ha permesso di riflettere sull’utilità strategica delle informazioni, fornendo elementi concreti per programmare le future evoluzioni del Sistema Informativo Culturale.
Fotoservizio e filmato a cura dell'Ufficio Stampa
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