Domenica, 27 Settembre 2026 - 16:24 Comunicato 2792

A Rovereto una riflessione sulla felicità come relazione e possibilità collettiva
Martina Miccichè a EDUCA: "La felicità individuale è un mito"

Le gerarchie si imparano fin dall’infanzia e finiscono per condizionare il modo in cui guardiamo noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda. È da questa riflessione che è partito a EDUCA, il dialogo L’umano e oltre. Ripensare i confini per una felicità condivisa, con Martina Miccichè e la moderazione di Lorenzo De Preto. Giornalista, scienziata politica, fotoreporter e attivista, Miccichè ha portato nel dialogo la propria esperienza e una riflessione sulla felicità che parte dall’individuo per arrivare alle relazioni, alle disuguaglianze e alle strutture di potere.
"La felicità individuale è un mito. Dipende anche dalla possibilità di smettere di oggettivarla e di considerarla invece una possibilità, diversa, più complicata ma anche più accessibile. Se vivo un sacco di ingiustizie, la felicità non può essere separata da questo. Andare incontro alla felicità è un progetto politico che bisogna fare insieme. La felicità è una relazione". Da qui la riflessione sulle gerarchie che, secondo Martina Miccichè, vengono apprese fin dall’infanzia e finiscono per condizionare il modo in cui interpretiamo noi stessi e gli altri. "Le gerarchie ce le insegnano distruggendo la possibilità di pensare altro. Uno dei modi più radicali per distruggere le gerarchie è immaginare qualcosa di diverso. Quando vediamo la struttura, dobbiamo tirarla giù".
[ Archivio Ufficio Stampa PAT]

Un ragionamento che si allarga al concetto di intersezionalità, necessario per riconoscere come le diverse forme di oppressione possano agire contemporaneamente sulle persone. "Quando parliamo di intersezione non dobbiamo fare paragoni, ma parallelismi. Siamo persone diverse, ma le oppressioni intervengono insieme e si tengono insieme sopra di noi. Viviamo vite intersezionali: riconoscere la diversità significa anche darle valore". Per Miccichè, mettere in discussione le gerarchie significa anche ripensare il confine tra umano e non umano. Nel corso dell’incontro ha ripercorso alcune delle radici culturali di una concezione gerarchica dell’umanità, che ha separato l’essere umano dalla natura e ha attribuito valore diverso alle diverse soggettività. Una costruzione culturale che, nel tempo, ha contribuito a definire ruoli, esclusioni e rapporti di potere. La possibilità di immaginare un sistema diverso passa quindi anche dalla capacità di mettere in discussione ciò che appare naturale o immutabile. "Non siamo fatti con lo stampino, viviamo vite intersezionali. Ci passiamo i saperi per reinventare il mondo in cui stiamo. La lotta non è quella cosa in cui siamo omologate: quello è il sistema capitalistico".

Nel confronto, Lorenzo De Preto ha ripreso il legame tra felicità, consapevolezza e dimensione collettiva, osservando come i luoghi del benessere siano spesso luoghi condivisi e come la lotta possa diventare una strategia per raggiungere una diversa consapevolezza. "Se ripenso ai momenti di felicità, li associo a momenti di consapevolezza". L’incontro ha affrontato così il tema della felicità a partire dal superamento dei confini tra umano e non umano, tra differenza e appartenenza, tra libertà individuale e benessere comune, mettendo al centro la possibilità di costruire relazioni e forme di convivenza diverse.

EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto. Ideato da Consolida che lo organizza in collaborazione con Superflùo, con il supporto scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Demarchi e il sostegno di Cooperazione Trentina e Promocoop.

Info
info@educaonline.it www.educaonline.it
+39 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17)
IG educa_rovereto
FB festivaleduca

(sdv)


Immagini