Venerdì, 02 Ottobre 2026 - 15:38 Comunicato 2877

Luna Rossa: “Nel 2027 Napoli vincerà, magari anche noi”

Al Festival dello Sport di Trento, Cristina Fantoni e Antonio Vettese hanno dialogato con i protagonisti di Luna Rossa, i timonieri Ruggero Tita e Marco Gradoni, il coach Josh Junior ed i trimmer Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei. Alle recentissime qualificazioni nel golfo di Napoli, l'equipaggio dell'imbarcazione italiana, ha bissato il successo di Cagliari e ha dominato le regate preliminari di America's Cup, il più antico trofeo del mondo, che per la sua 38° edizione, nel 2027, vedrà disputarsi la storica sfida in acque italiane, sempre nel suggestivo specchio d'acqua all'ombra del Vesuvio. Nelle parole dei giovani protagonisti, tecnologia e cuore si fondono sulla rotta di un grande sogno di squadra. Consapevoli del proprio valore di atleti, dell'importanza del contributo che ognuno di loro è chiamato a dare per il raggiungimento di un obiettivo comune, ma anche e soprattutto, che la vera bravura sta nell'accettare l'incognita di vento e mare.
Sognando l'America's Cup Nella foto: Gianluigi Ugolini; Ruggero Tita; Maria Giubilei [ Martina Massetti - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Sono ancora limpide, nella nostra mente, le immagini potenti di Napoli, quando Luna Rossa non ha deluso i suoi tifosi, vincendo le due regate di qualifica. La rotta verso la Coppa America è tracciata! 

Da maggio 2027 infatti, sarà ancora Coppa America e per questa 38° edizione saranno le acque di casa nostra ad ospitarla. “Napoli nel 2027 vincerà, magari anche noi”, questo è il pensiero unanime della squadra, la giovane squadra di Luna Rossa, presente al Festival dello Sport di Trento con i timonieri Ruggero Tita (il plurimedagliapto che gioca in casa) e l’astro nascente Marco Gradoni, il coach Josh Junior ed i trimmer Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei.

“Luna Rossa non è solo vento, ma è tutto ciò che abbiamo dentro”, sintesi di un pensiero unanime che fortifica le gesta di questi atleti verso un grande sogno. E in un video, le parole di Massimiliano Sirena, team director e skipper di Luna Rossa che riecheggiano così: “I sogni sono difficili da realizzare, l’unico modo è provarci fino a raggiungere un obiettivo”. La vela insegna che per sognare bisogna fare i conti necessariamente anche con le sconfitte che rimangono dentro per diversi anni, come quelle di Barcellona e Auckland. Max Sirena: “In vista di Napoli 2027 è stato fatto un grande lavoro interiore per non incorrere negli errori passati”.

“Il sogno” rimane comunque la Coppa America, il più antico trofeo sportivo, dove la tecnologia la fa sempre da padrona, ma dove il fattore umano è determinante e dove ognuno ha un ruolo fondamentale. L’obiettivo di Luna Rossa per Napoli 2027 è di scrivere un pezzo di storia, in una sfida capace di generare un fascino incredibile. Una sfida tecnologica ma dal forte sapore “antico”, perché è di fatto basata su un duello: un difensore, il vincitore dell’ultima edizione, che è chiamato a difenderla con successo e il challenger, che ha come obiettivo, strappare la Coppa al defender. Una visione quasi “medievale” che però riesce a dare bene il senso di questa regata.

Luna Rossa sarà sicuramente un challenger all’altezza di questa sfida, perché è sostanzialmente una barca di squadra: dalle voci dei protagonisti infatti, è emersa la gioia e la fortuna di essere una squadra unita e matura che vive giornate, settimane e mesi insieme, fortificata da un lavoro duro e costante. Il valore dell’equipaggio contribuisce tantissimo anche ad un altro aspetto, la costruzione della barca. Ruggero Tita: “In Coppa America, il lavoro dei velisti in sinergia con quello dei designer è importantissimo, una giusta combinazione tra fidarsi di ciò che i designer propongono e ciò che i velisti sperimentano in acqua. Il grosso contributo di noi velisti infatti, è proprio quello di raccontare le sensazioni in barca per poi trasferirlo in numeri”. Maria Giubilei: “Come in ogni sport, anche noi velisti cerchiamo la perfezione. C’è il fattore umano ed anche quello tecnologico, ma dobbiamo sempre tenere presente che comunque dipendiamo dal vento e dal mare. La bravura sta proprio nell’accettare questo”.

Ma oltre ai sogni di squadra ci sono anche i sogni di ognuno, come quelli del giovane Marco Gradoni, classe 2004: “Oggi voglio solo vincere, step by step. Di certo la vela non è uno sport che gode di grande visibilità, mi piacerebbe che la nostra sfida di Napoli cambiasse le cose”.

(ds)


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