“Ho giocato a Trento e ho bellissimi ricordi”, ha esordito il coach, che poi ha parlato dei recenti, straordinari risultati sul campo. “Un’annata fantastica, oltre ogni più rosea aspettativa. Durante la stagione abbiamo sofferto, abbiamo avuto tanti momenti di criticità, ma ci siamo compattati quando contava. Ora ci godiamo questo triplete, che resterà nel nostro cuore per sempre.”
“Bellissimo fare parte di questo Festival”, ha detto il capitano Giampaolo Ricci. “Se siamo qui, vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di bello. A Milano – ha proseguito il capitano – c’è tanta pressione, ma questo significa che sei ad alto livello. La stagione è stata lunghissima, con tantissime partite e ogni partita andava giocata come fosse l’ultima. Ci sono stati alti e bassi e quando la vittoria è arrivata la soddisfazione è stata ancora più grande. Mi tengo stretto questo triplete; è stato fantastico vincerlo da capitano. Quest’anno possiamo fare solo peggio, ma speriamo di essere all’altezza.”
Stefano Tonut ha parlato del suo rapporto con il coach. “Essere allenato da Poeta non è semplice o scontato. Ci siamo incontrati tante volte da avversari o come compagni di squadra. È un caro amico da tantissimi anni; averlo come allenatore è qualcosa di particolare ma positivo. Cerco di dare ascolto a tutti i suoi suggerimenti perché è stato un grande giocatore e sa rapportarsi bene con tutti i miei compagni di squadra.”
Parlare dei successi dell’Olimpia porta la mente a chi, come è stato detto al Festival, ha salvato la squadra intervenendo prima come sponsor, poi come proprietario. “Armani – ha detto Poeta – era una persona dallo spessore unico e un grande filantropo. Avere il suo nome sulla nostra maglia ci riempie di responsabilità.” “Aveva un’aura incredibile”, ha detto Tonut. “Mi ha colpito la sua costante presenza a ogni partita e non solo quelle più importanti, nonostante l’età e i suoi numerosissimi impegni.” “Era sempre presente seduto al centro”, ha ricordato Ricci. “Quando perdevamo ci sentivamo in colpa, ma lui sorrideva comunque. Questo triplete lo avrebbe riempito di gioia.”




