Giovedì, 01 Ottobre 2026 - 12:31 Comunicato 2833

Le storie di Jacopo Luchini e Giuseppe Romele, paratleti "invincibili"

E’ emblematico che i primi incontri del Festival dello Sport di Trento, siano dedicati allo sport paralimpico che ha vissuto l’apice di visibilità ai recenti Giochi Paralimpici invernali Milano Cortina, anche grazie a grandi protagonisti come Jacopo Luchini, medaglia d'oro nello snowboard e Giuseppe Romele, medaglia di bronzo nello sci di fondo. Vittorie italiane importanti con le quali abbiamo dimostrato di essere davvero “invincibili” di fronte al mondo intero. Ed è bello risentire e rivivere quelle emozioni dalle voci di questi due atleti che stanno primeggiando in una tipologia di competizioni sportive che si sta affermando sempre di più.
La nostra paralimpiade Nella foto: Claudio Arrigoni, Jacopo Luchini; Giuseppe Romele. [ Daniele Paternoster - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Al Festival dello Sport di Trento, Claudio Arrigoni, giornalista della Gazzetta dello Sport ha intervistato Jacopo Luchini, medaglia d'oro nello snowboard e Giuseppe Romele, medaglia di bronzo nello sci di fondo, alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026.

Per Jacopo Luchini la medaglia d’oro è stata il coronamento di un lungo viaggio, dopo la delusione di alcuni podi sfiorati, il più paradossale quello ai XIII Giochi Paralimpici a Pechino nel 2022, per un "battito di ciglia" di due centesimi di secondo. Dopo la sfiducia, del tutto umana, tanta voglia di rivalsa ha portato il paratleta toscano a perseverare per fare e dare sempre il meglio. Milano Cortina infatti è stata un’altra storia per lui, l’occasione in primis, di dimostrare il suo valore davanti alla sua famiglia, ai suoi amici, al suo Paese. E così è stato, con la sorpresa di aver primeggiato in una disciplina, quella dello banked slalom, diversa da quella dello snowboard cross dove Jacopo si allena maggiormente.

Anche Giuseppe Romele ha condiviso la sua esperienza di paratleta medagliato nello sci di fondo: partendo dal suo bronzo a Milano Cortina, una medaglia che valeva senza dubbio di più, a ritroso nel percorso partito dalla sua prima Paralimpiade di Pechino, con le difficoltà di allenamento e di gareggiare dopo la Pandemia, e poi la sua partecipazione ai Giochi Paralimpici Estivi di Parigi 2024 nella disciplina del triathlon, grazie al suo passato di nuotatore paralimpico e all’incontro in Val Camonica con la nazionale di Paratriathlon.

Jacopo ha inoltre parlato anche di un’altra grande passione, quella per il surf che lo porta a vivere sull’oceano quando non si allena sulla neve. Due sport con tanti elementi in comune, che si completano a vicenda e uniti dal valore dell’equilibrio, la componente più importante, insieme al controllo e alla percezione di se stessi. 

Entrambi gli atleti infine, hanno raccontato delle loro rispettive problematiche fisiche e degli strumenti con cui gareggiano, spesso e volentieri oggetti realizzati artigianalmente, seguendo le normative ma progettati e costruiti in base alla propria esperienza sul campo.

(ds)


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