Nel suo intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento ha sottolineato come la mostra offra una riflessione sulla dimensione umana dello sport e sulle sfide che coinvolgono non solo atleti e atlete, ma anche il pubblico che segue le gare. Ha inoltre evidenziato il ruolo della cultura nel rafforzare il legame della comunità con le Olimpiadi e Paralimpiadi. A una settimana dall’inizio, ha aggiunto, cresce l’attesa e l’entusiasmo per una manifestazione di respiro mondiale che vedrà la partecipazione di numerosi atleti del territorio.
L’assessore provinciale alla cultura ha evidenziato il valore delle Gallerie di Piedicastello come spazio vivo di cultura e memoria, capace di raccontare il Trentino anche attraverso il presente. Ha poi sottolineato come Competition porti a compimento il progetto espositivo triennale concentrandosi sulle emozioni vissute dagli sportivi, per mostrare come la dimensione mentale possa fare la differenza, mettendo al centro il percorso di crescita personale dell’atleta. Uno spunto questo di riflessione per i tanti studenti che avranno l’opportunità di visitare questa mostra.
Il presidente della Fondazione Museo storico del Trentino Luigi Blanco ha rimarcato la vocazione delle Gallerie quale hub culturale, educativo e formativo, inaugurando una nuova fase che si concentra sul fattore emozionale dello sport, mentre il direttore Giuseppe Ferrandi ha evidenziato la partnership con il Museo Olimpico, che ha collaborato attivamente alle mostre di Anelli di Congiunzione.
Il focus su Competition
Competition conclude il percorso espositivo triennale “Anelli di Congiunzione”, inserito nel progetto “Combinazioni_Caratteri sportivi”. La prima mostra è stata “Records”, incentrata sulle “misurazioni” nello sport inaugurata a inizio 2024. La seconda è stata “Performance”, un allestimento dedicato al rapporto tra tecnologia e sport che ha aperto al pubblico nel mese di febbraio del 2025. Dei precedenti allestimenti “Competition” conserva il racconto iniziale sulla nascita delle Olimpiadi nella modernità, sulla figura del “genio dello sport francese” Pierre de Coubertin e sui valori dell’Olimpismo. A rinnovare il contenuto di questa narrazione, “Competition” introduce però un ampio focus sulla “Tregua Olimpica” e sui suoi significati, con un approfondimento sul Circuito dei Forti del Trentino.
La mostra affronta la competizione sportiva e la sua storia come un’occasione di riflessione sulle emozioni, sul corpo e sul significato stesso della gara. Le emozioni dello sport diventano la chiave per comprendere l’esperienza interiore di chi gareggia (il peso delle aspettative, il rapporto con la vittoria e la sconfitta, la costruzione dell’identità atletica, il confronto con il limite) ma anche per capire meglio il punto di vista di chi osserva la gara dalle tribune e in televisione (la tensione, il coinvolgimento, l’ammirazione, le delusioni, gli entusiasmi). L’aspetto emotivo, infatti, riveste sempre più importanza nello sport professionistico. L’intelligenza emotiva, la gestione delle emozioni e la capacità di restare concentrati sono i fattori determinanti. Non esistono in questo senso emozioni buone o cattive ai fini del raggiungimento della miglior performance, ma esistono modi differenti di sfruttare le emozioni come propri alleati e di saperle tradurre in energia positiva prima, durante e dopo la gara. Quattro le aree principali della mostra: “Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva. Accompagnano queste sezioni due postazioni interattive: “Face recognition” e “Words of Olympians”. Nella prima si dovrà riprodurre le espressioni degli atleti nello sport, nella seconda si potrà intervistare un campione.




