Venerdì, 02 Ottobre 2026 - 20:46 Comunicato 2893

La grande Roma di Mister Gasperini: da “caput mundi” a “caput lista”

Un lungo viaggio nell’antica Roma è stata la chiave di lettura del felice periodo che in questo momento storico sta attraversando l’AS Roma: da “caput mundi” a “caput lista”. Tra corsi e ricorsi storici, il giornalista Luigi Garlando ha guidato due personaggi d’eccezione: Gian Piero Gasperini, allenatore e John Galantic, CEO dell’AS Roma. Figure storiche e poeti dell'antica Roma hanno ispirato un indovinato parallelismo con i protagonisti della Roma calcistica di oggi. Da Romolo e Remo a Cicerone, da Spartacus a Catullo, da Giulio Cesare a Giovenale, da Augusto Imperatore ad Annibale. Per scoprire i nuovi eroi di Roma però, bisogna seguire il fondatore e condottiero: Gian Piero Gasperini.

La Roma tra presente e futuro Nella foto: Gian Piero Gasperini. [ Alessandro Eccel - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Gasperini e Galantic, come Romolo e Remo. Un viaggio suggestivo che inizia propria dalla “fondazione” della Roma di Mister Gasperini, il 13 luglio 2025, con il suo primo allenamento. “Il mio arrivo era atteso da tutti - ha raccontato l’allenatore - dalla società, dai giocatori, dai tifosi ed anche da me, consapevole di entrare in una realtà importante come la Roma. Il mio obiettivo era creare qualcosa di diverso su fondamenta nuove e diverse, con concetti di gioco chiari ma diversi rispetto al passato. E questo era un po’ quello che mi chiedevano anche i giocatori stessi. Uno di questi concetti - ha specificato Mister Gasperini - è che il nostro gioco deve essere basato sull’andare a prendere la palla e non sull’aspettare di perderla”.  Per il CEO John Galantic, quello con la Roma è stato un "battesimo di fuoco", in occasione di un’importante azione di calcio mercato: "Anche noi manager, come la società, non giochiamo in difesa ma in attacco” - ha specificato il top manger.

Mario Hermoso come Spartacus. Sono più di uno i “gladiatori” a disposizione di Mister Gasperini ma su Hermoso, l’allenatore si è voluto soffermare particolarmente: “Anche dopo esperienze non del tutto positive, oggi Hermoso è il simbolo del grande difensore, che abbina le qualità tecniche a conoscenze importanti”. E si può ragionevolmente affermare che la difesa della Roma attuale costituisca la base di una squadra che sta dimostrando di essere vincente.

Bryan Cristante come Cicerone. La celebre frase del poeta “Non siamo nati soltanto per noi stessi”, per Gasperini sembra rifarsi bene al giocatore Cristante: “Di un giocatore si è portati a guardare la tecnica, la storia, la fisicità ma meno la personalità, il modo di giocare per la squadra, di anticipare e favorire le esigenze dei propri compagni. Ho sempre ritenuto fondamentale questo aspetto - ha affermato il mister  - e lo ritrovo pienamente in Bryan Cristante, un ragazzo che sa giocare a calcio e conosce il calcio. Ora ha un piccolo problema al ginocchio, ma sono sicuro recupererà in fretta”.

Paulo Dybala come Catullo. Il poeta della contraddizione, quello dell’"odi et amo”. Non può che essere Dybala ad impersonare questa figura letteraria, tra gioia e sofferenza, vittorie ed infortuni. Mister Gasperini: “Questa è una stagione importante per lui, nel quale ritrovo un immutato entusiasmo di giocare a calcio. Sulla sua “fragilità fisica” che ha caratterizzato la sua carriera, con tanti infortuni che hanno frenato le sue prestazioni, ho sempre pensato che fosse una questione di allenamento. Io non credo che abbia dei muscoli “di seta” - ha detto l’allenatore giallorosso - Dybala ha una fibra notevole, purtroppo è stato anche molto sfortunato. Il suo inizio di stagione è stato straordinario, anche dal punto di vista fisico, non salta un minuto in partita, a dimostrazione di quello che ho sempre creduto”.

Ancora Gasperini come Giovenale. “Al fanciullo si deve massimo rispetto”. E’ un aspetto determinante quello dell’attenzione verso i giovani che caratterizza la figura di allenatore di Gian Piero Gasperini. “Sono cresciuto nel settore giovanile - ha raccontato il mister - una formazione importante che mi ha segnato a vedere nel giovane, non qualcosa di definitivo ma l’immagine di come possa crescere e diventare”.

Donyell Malen come Giulio Cesare. Come il più grande condottiero, Malen “veni, vidi e gol”. “In un momento di mercato dove la società stava cercando un attaccante,  - ha spiegato Gasperini - ecco un’opportunità straordinaria. Malen è davvero un giocatore micidiale e lo diventa ancora di più man mano che si avvicina all’area di rigore. Le previsioni su di lui erano favorevoli ma nessuno avrebbe pensato a numeri già così eclatanti!”.

Rubicone, un passaggio di vita radicale. Per Mister Gasperini, l’ultimo dei suoi "Rubicone" è stato senza dubbio lasciare Bergamo, dopo nove anni di grandi gratificazioni, un fortissimo legame con la città e l’ambiente: “Arriva un momento  - ha spiegato il mister - che hai la convinzione di doverlo fare, di “passare il Rubicone”, e lo fai con molti dubbi e poche certezze, ma nella consapevolezza che è una scelta da cui non tornerai indietro”.

L’Inter come Annibale, il grande nemico. “Le stagioni cambiano e cambiano anche gli "Annibale" - ha affermato Gian Piero Gasperini. Oggi sicuramente "Annibale" è l’Inter, ma per anni è stata la Juventus. Sono convinto però che non bisogna inseguire il più forte, ma lavorare su se stessi per migliorare sempre di più. E nell’ultimo confronto con questa Inter straordinaria ho avuto la sensazione di esserci avvicinati”.

Augusto Imperatore, quanto è distante lo scudetto del “dio” Gasperini? “E’ meglio restare con i piedi per terra e dare soddisfazione ai tifosi - ha detto l'allenatore -. Il popolo romanista è stato una sorpresa positiva, ho trovato un entusiasmo straordinario, una fortissima passione verso la propria squadra, per i propri colori, un attaccamento bello, ma accompagnato anche da una maturità centenaria, una tifoseria equilibrata che in questo momento si riconosce nella propria squadra. Lo scudetto? Sarebbe un risultato straordinario ma guadiamo all’oggi: c’è una bella energia e la voglia di giocare bene e dare tanta soddisfazione ai tifosi". 

Per il CEO John Galantic, una carriera da grande manager, scegliere la Roma non è stata una mossa di carriera, piuttosto una mossa di passione e convinzione. E il futuro della Roma passa anche dalle scelte strategiche della società: “L’obiettivo è costruire un progetto vincente, lavorando dapprima sul rafforzamento e potenziamento del settore giovanile fino all’Under 23. Fondamentale anche la sinergia con la squadra francese di Cannes che è il mercato di talenti più ricco del mondo, per costruire qualcosa di molto solido, per innestare ogni anno, giocatori nuovi e più forti”. 

(ds)


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