Per Abete la storia di questi ultimi mesi ha dimostrato che l'Europa c'è, esiste, e bisogna prenderne atto. Il percorso è ancora lungo, ci sono competenze importanti che gli Stati non hanno delegato, bisogna capire come regolare la competitività all'interno della UE per poi rendere l'Europa complessivamente più competitiva verso l'esterno. Tuttavia il percorso è stato fatto abbastanza velocemente.
De Romanis ha detto a sua volta che Trump non ha trovato un'Europa malconcia ma un continente ben saldo nelle sue gambe. Ma può rappresentare un'opportunità? si, per tre motivi. Politico: non si può più tornare indietro, nemmeno i sovranisti pensano sia possibile uscire dall'Euro, semmai vogliono rimanere ma creare scompiglio. Ma è una strategia fallimentare. Economico: Trump ci ha fatto capire che l'Euro può avere una sua forza se si completa l'unione del mercato dei capitali e se si introduce un euro bond. Strategico: Trump ci ha dato una sveglia sul fronte della difesa. Abbiamo capito che se vogliamo sicurezza dobbiamo investire nella difesa. in ogni modo, non è solo l'Europa ad essere dipendente dagli Usa. c'è anche l'enorme debito pubblico americano. Gli europei sono i primi detentori di questo debito.
Di Bartolomeo, che in America ha costruito un'azienda, ha spiegato che l'era Trump sta producendo la fine del sogno americano e l'inizio del sogno europeo. L'idea che si aveva in passato dell'America come terra di opportunità è tramontata. Trump peraltro non è causa, è sintomo. Questo significa che gli Usa non torneranno ad essere il faro che era in passato. nemmeno sul fronte della democrazia, che nel paese è in declino.
Per l'ambasciatore Massolo in passato era difficile immaginare gli Usa nella veste di principale rischio sistemico. Trump ci vuole uniti nella difesa, ma a spese nostre, e uniti nel commercio, ma a nostro danno. Le tensioni che si generano non possono essere sostenute a lungo. Bisogna rinegoziare il patto transatlantico. L'Europa non può essere indipendente in toto dagli Usa, né sulla difesa, né sul piano energetico, ma può rafforzare la propria autonomia. Ad esempio rafforzando la sua base industriale e consentire agli stati membri di indebitarsi in maniera più favorevole. A monte di ciò, è necessario che i membri del "gruppo di testa", i "volonterosi", vengano messi nella condizione di andare più avanti. Per poi attirare gli altri.
Paganetto ha sottolineato come Trump sappia benissimo che il debito americano pesa come un macigno. Tant'è che i suoi esperti hanno sviluppato un piano che lega il tema del debito a quello dei dazi. I dazi sono dunque un esempio di uso strumentale della politica economica. Lo stesso vale sul piano energetico. In generale l'Europa deve cercare di diminuire la sua dipendenza, e accrescere l'esportazione di beni ad alto valore aggiunto. deve inoltre essere in grado di sviluppare una politica autonoma nei confronti del resto del mondo, centrata, com'è sua natura, sulla ricerca del consenso piuttosto che del dissenso.




