Nel suo intervento, la Vicepresidente Antonella Sberna, una delle più giovani a ricoprire questa carica istituzionale, ha ripercorso il proprio percorso personale e professionale, iniziato nel 2005 con uno stage al Parlamento europeo durante la preparazione della tesi universitaria e proseguito tra esperienze amministrative locali e attività politica fino all’elezione al Parlamento europeo e alla successiva nomina a vicepresidente. “Non pensate - ha detto - che sognare sia qualcosa di troppo lontano perché in realtà a volte un sogno anche impossibile può diventare realtà”. Nel corso del dialogo è stato affrontato il tema della distanza percepita tra istituzioni europee e cittadini. Sberna ha ricordato come il Parlamento europeo rappresenti l’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini dei 27 Stati membri e come i parlamentari europei rappresentino circa 450 milioni di cittadini. Ha inoltre evidenziato che il Parlamento europeo, pur rappresentando direttamente i cittadini europei, non dispone del potere di iniziativa legislativa formale, oggi attribuito alla Commissione europea.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo e alle competenze affidate alla vicepresidenza, tra sicurezza informatica, politiche digitali, uguaglianza di genere e dialogo interreligioso. In particolare, Sberna ha richiamato il lavoro portato avanti all’interno del Parlamento europeo sui temi della conciliazione, dell’inclusione e dell’uguaglianza di genere, attraverso servizi e iniziative dedicate anche alla disabilità e al benessere di chi lavora nelle istituzioni europee. La vicepresidente ha spiegato come queste esperienze rappresentino anche “una prova generale” di pratiche e modelli da condividere successivamente all’esterno, nei territori e negli Stati membri.
Sberna ha inoltre evidenziato il valore del dialogo interreligioso, delega affidatale in via esclusiva, definendolo uno strumento importante per incontrare aggregazioni di cittadini non su basi politiche e intercettare bisogni e sensibilità presenti nella società europea. La Vicepresidente ha poi ribadito la necessità di rafforzare il rapporto tra istituzioni europee e territori, sottolineando l’importanza di “uscire dalle mura di quel palazzo” e di far conoscere maggiormente nei Paesi membri il lavoro svolto dal Parlamento europeo, attraverso il coinvolgimento di scuole, giovani, associazioni e realtà produttive.
Al centro dell’incontro anche una riflessione sul futuro dell’Unione europea. “L’Unione Europea è un grande spazio di libertà e di pace”, ha detto, ricordando come il progetto europeo sia nato 80 anni fa, quando gli Stati membri decisero di smettere di farsi la guerra e di cooperare per la pace. Ha quindi evidenziato come oggi l’Europa stia attraversando una crisi della coscienza europea e sia quindi chiamata a interrogarsi sul proprio ruolo nel contesto internazionale e sulle grandi sfide comuni, dalla politica estera all’energia, fino alla sicurezza e alla salute.
Nel confronto con il pubblico, composto in larga parte da giovani e studenti, è stato inoltre affrontato il tema della necessità di una comunicazione più trasparente e accessibile delle istituzioni europee. “Quello che noi facciamo deve essere raccontato”, ha affermato Sberna, evidenziando l’importanza di rendere i cittadini sempre più consapevoli del percorso che porta alle decisioni europee.




