“Il Trentino è sempre stato un laboratorio e continua ad esserlo anche sui temi del lavoro, della sicurezza e dell’impiego delle nuove tecnologie. Stiamo vivendo una fase di profondo cambiamento, sospesa tra entusiasmo per la tecnologia e timori di catastrofismo occupazionale. La chiave per governare ciò che sta accadendo è unire pensiero critico e competenze. Per questo è fondamentale che anche i giovani imparino a governare la tecnologia, e non a subirla. Le competenze sono centrali. Anche nel campo della sicurezza, non va intesa unicamente come un obbligo o un semplice adempimento, ma come una cultura condivisa”, ha spiegato la dirigente Stefania Terlizzi.
Sul fronte delle progettualità innovative è intervenuta la dirigente Giuliana Cristoforetti, evidenziando come la Provincia di Trento sia in prima fila sul fronte dell’innovazione. “Nei giorni scorsi è stato recepito l’accordo nazionale in materia di sicurezza sul lavoro, che ha permesso di introdurre elementi importanti come la formazione dei giovani, utile anche a costruire competenze e curriculum. Allo stesso tempo monitoriamo i corsi affinché la formazione sia adeguata, concreta e attuale, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. Stiamo poi lavorando al progetto ‘Spear’ per l’orientamento dell’attività ispettiva ed ad altre progettualità con Fbk per valorizzare gli sforzi delle imprese virtuose, così da indirizzare meglio l’attività di prevenzione degli ispettori. Riponiamo grande fiducia nei giovani, che saranno driver di innovazione per una cultura della sicurezza più diffusa”, ha detto.
L’attività messa in campo dal governo a livello nazionale è stata quindi approfondita da Caridi, che ha evidenziato come sia necessario “sviluppare una consapevolezza condivisa sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. “Come Ministero del lavoro stiamo cercando di governare questa trasformazione attraverso l’interoperabilità dei dati e delle informazioni. In questo percorso si inserisce anche AppLi, la piattaforma sviluppata dal Ministero insieme ai giovani. L’obiettivo è specializzare l’intelligenza artificiale perché sia governata dalle persone. Per questo è necessario che pubblico e privato lavorino insieme, sviluppando servizi specifici anche in tema di lavoro e sicurezza”, ha spiegato.
Infine, la ricercatrice Giulia Cristoforetti ha ribadito l’opportunità di “sviluppare capacità critiche e di comprensione, in particolare per i giovani, investendo il più possibile nella formazione”. “L’intelligenza artificiale può essere un moltiplicatore di conoscenze, se queste però ci sono”, ha concluso.




