Dal valore del manifatturiero, alle filiere specializzate, passando per innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico, il futuro del sistema economico europeo passa anche dalla forza dell’industria italiana. È su queste tematiche che si è sviluppato il panel: “Il ruolo dell’industria italiana per il rilancio dell’Europa”, promosso da Confindustria Trento, in collaborazione con Banca Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, oggi 22 maggio 2026 all’Itas Forum, con Marcello Lunelli – Vicepresidente di Confindustria Trento – e Gregorio De Felice –Chief Economist & Head of Research di Intesa Sanpaolo – come protagonisti.
Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Santini – vicedirettore di Confindustria Trento - il dialogo, moderato dal giornalista Alberto Faustini, ha messo in luce come l’industria italiana, se ben valorizzata e guidata, potrebbe ricoprire un ruolo strategico nella crescita economica europea.
“Il quadro complessivo sia geopolitico che economico – ha spigato De Felice – è molto cambiato negli ultimi due anni a causa dell’amministrazione americana. La tradizionale competizione tra Italia e Germania è superata. Ora è il tempo della concorrenza tra Usa e Cina”. I due stati Europei sono in realtà due mondi complementari. Se la Germania è forte in settori come chimica e automotive, il valore dell’Italia deriva dai suoi distretti, caratterizzati da filiere corte e resilienti, e dalla capacità di innovare.
“L’idea che il mercato regolamenti tutto è finita” ha aggiunto e il conflitto, secondo De Felice, si sposterà su tecnologia e IA.
Poca progettualità, difficoltà nel trasferimento tecnologico e mancanza di indipendenza strategica, soprattutto in campo energetico e nell’Intelligenza artificiale, rappresentano i principali punti critici. Cosa fare dunque?
“Dobbiamo passare da un Europa che regola a un Europa che pensa in maniera strategica – ha precisato –. È essenziale una politica energetica comune, serve più capacità fiscale comune e i tempi decisionali devono essere accorciati.
In questo contesto anche il modello economico trentino può giocare un ruolo di rilievo.
Marcello Lunelli, ricordando Carlo Petrini, scomparso ieri, e il suo impegno per promuovere il made in Italy nel mondo, in particolare attraverso la promozione del patrimonio agroalimentare, ha sottolineato come in Trentino sia necessario rafforzare e sviluppare le attività ad alto valore, come l’ICT e la meccatronica. Per farlo ha precisato: “ci siamo concentrarti su quattro direttive: imprese e competitività, competenze e attrattività, politiche di contesto, per armonizzare ciò che il Trentino ha ora e delineare una visione efficace dell’industria trentina del futuro.
“Confindustria – ha aggiunto.- rappresenta il 35% del Pil provinciale e il 95 % dell’export del Trentino, numeri che vanno consolidati”.




