Il primo grande tema ha riguardato il piano Transizione 5.0, volto a sostenere il processo di digitalizzazione e a favorire la trasformazione energetica dei processi produttivi, rispondendo alle sfide poste dalle due transizioni. Al piano, però, manca ancora il decreto attuativo: “Si tratta di un piano triennale che permette alle aziende di programmare gli investimenti – ha chiarito il ministro Urso – e mette a loro disposizione 10,5 miliardi di euro per investire nelle tecnologie green, nel digitale e nell’efficientamento energetico. Entro metà di giugno il decreto attuativo sarà approvato e le aziende potranno programmare le azioni fino al 2028, ma la nostra volontà è di rendere questo piano strutturale”.
In seguito, un passaggio riguardo alla situazione attuale dell’energia prodotta e il caro bollette: “Negli ultimi anni – ha proseguito – abbiamo spinto molto sull’energia solare e l’installazione di pannelli è aumentata del 25. Oggi il 47,7% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, più della media europea eppure abbiamo le bollette più alte perché per il resto dipendiamo dal fossile. Per ridurre questa percentuale è necessario il nucleare ma dobbiamo agire subito per produrre l’energia che ci serve nel nostro territorio: il nucleare è l’unica energia che si può produrre in maniera continuativa, stabile e a basso costo, liberandoci dalle importazioni dall’estero”.
Infine un commento sul decreto incentivi auto e sull’automotive, che prevede fondi per 1,6 miliardi di euro: “Avevamo detto – ha concluso il ministro Urso - che nessuno stabilimento avrebbe chiuso e nessun operaio sarebbe stato licenziato, e abbiamo mantenuto la promessa. Abbiamo messo in campo un decreto per incentivare anche progetti di ricerca, prevedendo di produrre mezzi non soltanto elettrici. Ebbene, negli ultimi mesi la produzione auto è cresciuta e continuerà a farlo. Nelle prossime ore il decreto concordato nel tavolo automotive otterrà il via libera dal Ministero dell’Economia”.




