Un’esperienza unica e gratificante per Pietro Sighel, il ventiseienne pattinatore di Baselga di Pinè, oro e bronzo olimpici nello short track a Milano Cortina 2026, con un unico rammarico per la mancata vittoria personale. "Le Olimpiadi sono un evento straordinario che illuminano le gesta degli atleti per poi spegnersi dopo due settimane sulla normalità di una vita fatta di allenamenti sfiancanti senza gratificazioni dal punto di vista mediatico Questa è la realtà degli sport minori - ha detto Sighel - nel mio piccolo, ho cercato di avvicinare più persone al mio sport perché credo nella sua spettacolarità. Il vero valore - ha aggiunto il pattinatore trentino - sta proprio nel fatto che gli atleti sono spinti solo dalla passione e non da altri interessi, da qualcosa che parte da dentro e profondo e non per visibilità o per denaro".
Anche per l’atleta della Val Rendena, Laura Pirovano, le sue prime Olimpiadi invernali, sono state un’esperienza incredibile, anche senza medaglie. La grande soddisfazione per la campionessa però non ha tardato ad arrivare, con la vittoria in Coppa del Mondo 2026 di discesa femminile che ha portato alla ribalta la sua giovane carriera. Laura ha accennato anche all’importanza di far parte di un Gruppo Sportivo, il che significa poter allenarsi e nel contempo, fare il proprio lavoro, concentrati su allenamenti e gare. "Questo ti assicura una tranquillità anche dal punto di vista economico - ha spiegato la campionessa - oltre ad una grande opportunità di essere arruolati in età molto giovane quando idee e occasioni di lavoro sono davvero poche, per non parlare dell’orgoglio di entrare in un gruppo che ti aiuta ad intraprendere una strada per il futuro, sostenendoti nel percorso verso la realizzazione dei tuoi sogni".
Grande soddisfazione anche per l’atleta René De Silvestro, oro in slalom gigante e argento in combinata alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. "Noi atleti paralimpici, siamo prima di tutto atleti - ha detto René - ci mettiamo tutto l’impegno possibile, non siamo degli eroi, ma persone che hanno avuto delle difficoltà che abbiamo saputo superare, come tanti nella vita. L’importante, come per ogni atleta, è fissarsi degli obiettivi e lottare per raggiungerli". Sulla visibilità che queste Olimpiadi e le vittorie dei nostri atleti hanno portato agli agli sport paralimpici invernali, lo slalomista ha portato il suo impegno e la sua esperienza nelle scuole. "Milano Cortina - ha aggiunto - ha portato ad appassionarsi tanta gente, ha aiutato questo mio mondo e gli atleti paralimpici del futuro".
Per il presidente Malagò, una domanda sull’attuale dibattito in merito alla gestione dei Giochi e alle ricadute in termini economici: "E' semplicemente una questione di scelte - ha affermato il presidente di Fondazione Milano Cortina - abbiamo voluto dare un messaggio forte al Paese, per cui abbiamo scelto il meglio, nella profonda convinzione che una spesa possa diventare un investimento, non solo per chi ha partecipato all’evento, ma per tutto il Paese".
Anche i campioni sono convinti della bontà di certe scelte come, ad esempio l’importanza delle nuove infrastrutture per il territorio, testimonianze vive anche dopo le Olimpiadi, vetrina per molti giovani attirati dall’interesse e dalla curiosità di provare, conoscere, sperimentare.
Sul palco era presente anche Lorenzo Menghetti, 19 anni di Imola, uno studente di Scienze della comunicazione all’Università San Raffaele, con un interesse per il rapporto tra sport, storytelling ed economia che si è cimentato nell’intervistare i campioni presenti.




