“Il mantenimento delle malghe rappresenta un presidio fondamentale non solo dal punto di vista produttivo, ma anche paesaggistico, sociale e turistico” osserva l’assessore Zanotelli. Le malghe contribuiscono infatti a definire l’identità del territorio e la loro presenza incide direttamente sull’attrattività della montagna. Proprio per questo, il nuovo corso punta anche ad avvicinare i giovani a un mestiere che richiede competenze definite: dalla gestione del bestiame alla trasformazione del latte, dal benessere animale alla sicurezza sul lavoro, fino agli aspetti igienico-sanitari e alla corretta conduzione delle strutture.
In un’epoca in cui il settore è chiamato ad affrontare problematiche sempre più complesse, l’assistenza tecnica e la formazione appaiono essenziali per fornendo strumenti adeguati a chi già opera negli alpeggi e a chi intende intraprendere questa attività. In prospettiva, il possesso di specifiche competenze formative potrà peraltro rappresentare un elemento premiale nell’accesso agli aiuti e nell’affidamento degli alpeggi.
Il percorso didattico si fonda sull’idea di un apprendimento immersivo, dove la formazione teorica si integra alla pratica quotidiana per recuperare la maestria autentica della figura del malgaro. Nel contesto della malga il lavoro manuale, la conoscenza dei ritmi dell’alpeggio e la competenza tecnica diventano i pilastri per una moderna conduzione della struttura, in armonia con le antiche tradizioni. La formazione si svolgerà in tre fasi: una parte propedeutica sulla sicurezza, una settimana tecnico-pratica sul campo presso Malga Juribello dal 7 al 12 settembre 2026 e un modulo di approfondimento teorico presso la FEM dal 28 settembre al 1° ottobre. Le iscrizioni sono aperte dal 14 maggio al 14 giugno 2026 tramite la compilazione di un modulo online. Il corso sarà attivato con un minimo di 6 iscritti e ne potrà accogliere fino a un massimo di 20, assicurando così un alto standard di apprendimento diretto e assistenza tecnica.
Il ruolo della promozione e della comunicazione è stato al centro dell’intervento di Nardelli (Trentino Marketing), che ha ribadito come la zootecnia di montagna coinvolga non solo il settore agricolo, ma l’intera economia del territorio, a partire dal turismo. Prosegue dunque il lavoro in seno al Tavolo dedicato a posizionamento, notorietà e reputazione del settore lattiero-caseario, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Assessorato a sostegno della zootecnia. Tra le iniziative in corso figurano la campagna informativa sul latte crudo (avviata nel 2024), le attività formative rivolte ai casari in collaborazione con Asuit, la distribuzione di nuovo materiale informativo adatto anche al confezionamento dei formaggi e il rilancio del Marchio Qualità Trentino, accompagnato da indagini dedicate alle scelte dei consumatori.
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(a.bg - sc)




